Nel cuore del Roero, tra colline morbide e vigneti che seguono il ritmo delle stagioni, esistono realtà che scelgono di non accelerare. Le More Bianche, a Magliano Alfieri, è una di queste. Qui il tempo non è una variabile da comprimere, ma parte integrante del lavoro. Il risultato sono vini che raccontano il territorio in modo diretto, senza filtri, e che oggi trovano sempre più spazio in un mercato attento alla sostanza.
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Il Roero che non cerca scorciatoie
Per anni il Roero è rimasto in secondo piano rispetto ad altre aree piemontesi più note. Una posizione che, nel tempo, si è trasformata in un vantaggio. Meno pressione, meno standardizzazione, più libertà espressiva.
I suoli sabbiosi e il microclima favorevole permettono di ottenere vini riconoscibili, spesso più immediati rispetto ad altre zone, ma non per questo meno identitari. È proprio questa leggibilità che oggi sta attirando l’attenzione di molti operatori del settore.
Nel mondo HoReCa, infatti, cresce l’interesse verso etichette capaci di distinguersi senza risultare complesse da proporre. In questo scenario, il Roero si muove con naturalezza, offrendo vini che funzionano sia in carta sia nel racconto al cliente.
Le More Bianche: una produzione che parte dalla terra

A Magliano Alfieri, Le More Bianche nasce da un’idea semplice: lasciare che sia la terra a dettare il ritmo. Alla base c’è il lavoro di Ale Bovio, produttore che ha costruito il proprio percorso partendo da un legame diretto con il territorio.
Non c’è ricerca di scorciatoie, né volontà di forzare il risultato. Ogni scelta, dalla gestione della vigna alla vinificazione, segue una logica precisa: intervenire quando serve, fermarsi quando è il momento giusto.
È un equilibrio sottile, che si traduce in vini coerenti, mai costruiti. Bottiglie che non cercano consenso immediato, ma che restituiscono con chiarezza il contesto da cui provengono.
Un approccio che, oggi, viene sempre più riconosciuto, soprattutto da chi lavora ogni giorno con il vino e cerca autenticità prima ancora che etichette altisonanti.
Due vini, due letture del territorio
All’interno della produzione de Le More Bianche emergono due interpretazioni diverse, ma complementari, del Roero. Due vini che raccontano lo stesso territorio da prospettive opposte.
Arneis: freschezza e identità del Roero
L’Arneis rappresenta il volto più immediato di queste colline. Nel caso de Le More Bianche, la lavorazione prevede una macerazione di circa 48 ore in acciaio, seguita da un affinamento in legno.
Il risultato è un vino che mantiene la sua impronta fresca e floreale, arricchita da una maggiore profondità. Le note fruttate emergono con naturalezza, senza mai diventare invasive.
È un vino che funziona bene nella convivialità, ma che trova spazio anche in contesti più strutturati. In carta vini, si presta a diversi abbinamenti, mantenendo sempre una forte riconoscibilità territoriale.
Nebiulin: il Nebbiolo in chiave contemporanea
Il Nebiulin rappresenta invece una lettura più dinamica del Nebbiolo. La vinificazione in anfore e cemento contribuisce a mantenere il vino più vicino alla materia prima, evitando eccessi legati all’uso del legno.
Ne esce un rosso giovane, vivace, con una trama tannica presente ma ben gestita. Un vino che conserva il carattere del Nebbiolo, ma lo rende più accessibile, più diretto.
Questa interpretazione risponde a una richiesta sempre più diffusa: vini identitari, ma non difficili. Prodotti capaci di parlare anche a chi si avvicina al mondo del vino senza un background tecnico.
Perché queste realtà interessano sempre di più il mercato
Il settore sta cambiando, e lo fa in modo evidente. Il consumatore non cerca più solo un’etichetta riconoscibile, ma un’esperienza credibile.
Le piccole realtà come Le More Bianche si inseriscono perfettamente in questo scenario. Non costruiscono un racconto artificiale, ma partono da elementi concreti: territorio, produzione limitata, coerenza stilistica.
Per un locale, inserire vini di questo tipo significa fare una scelta precisa. Non solo ampliare l’offerta, ma definire un’identità. Un vino raccontato bene diventa parte dell’esperienza, non un semplice prodotto.
Allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso pratiche produttive più rispettose della materia prima. Non è più una nicchia, ma una direzione chiara del mercato. E chi si muove in questa direzione oggi, spesso, si trova un passo avanti.
Un territorio che si lascia scoprire, sorso dopo sorso
Le More Bianche è un esempio concreto di come il Roero possa essere interpretato oggi: senza forzature, senza sovrastrutture, con una chiarezza che lo rende immediatamente riconoscibile.
In un mercato sempre più competitivo, sono queste realtà a offrire spunti interessanti. Non inseguono modelli, ma restano fedeli a una visione precisa. E proprio per questo riescono a emergere.
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