Nel segmento dell’ospitalità di fascia alta, il cocktail bar ha smesso da tempo di essere un servizio accessorio. Oggi è uno spazio identitario, capace di incidere sulla percezione complessiva dell’hotel e di contribuire in modo diretto alla qualità dell’esperienza. Il Chiostro Bar di Ostuni si colloca in questo scenario come esempio di equilibrio tra miscelazione contemporanea, architettura storica e visione progettuale, offrendo uno spunto concreto per leggere l’evoluzione dei bar d’hotel nel contesto italiano.
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Il cocktail bar come elemento identitario dell’hotel
Negli ultimi anni, il cocktail bar di hotel ha assunto una funzione sempre più strategica. Non è più soltanto un luogo di passaggio, ma uno degli ambienti in cui si concentra maggiormente la ricerca su stile, servizio e proposta beverage.
Questo cambiamento riflette una trasformazione profonda della domanda. L’ospite contemporaneo ricerca luoghi riconoscibili, capaci di raccontare una storia e di offrire un’esperienza coerente con il contesto. In questo senso, il bar diventa uno spazio di relazione, frequentato non solo dagli ospiti dell’hotel ma anche da una clientela esterna attenta alla qualità e all’atmosfera.
Il Chiostro Bar nasce con questa impostazione: non come semplice servizio interno, ma come parte integrante del progetto complessivo, pensato per dialogare con il luogo e con il territorio.
Un chiostro storico reinterpretato in chiave contemporanea
Il Chiostro Bar è inserito all’interno di Vista Ostuni, struttura ricavata dalla riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi. Un edificio che nel corso del tempo ha cambiato funzione più volte, conservando però una forte identità architettonica.
Il progetto di trasformazione in hotel cinque stelle, completato nel 2025, ha puntato su un recupero rispettoso, capace di preservare la memoria del luogo senza rinunciare a una lettura contemporanea degli spazi. Il chiostro interno, fulcro simbolico dell’edificio, è diventato il punto di incontro tra architettura e convivialità.
In questo contesto, il bar non si sovrappone allo spazio ma lo accompagna. La miscelazione dialoga con la luce, i materiali e le proporzioni, contribuendo a creare un’atmosfera che invita alla sosta e alla fruizione lenta.
La visione professionale di Valentino Gallitelli

La direzione del progetto beverage è affidata a Valentino Gallitelli, bartender manager con un percorso internazionale costruito tra Italia e Regno Unito. Dopo gli esordi in strutture di lusso italiane, la sua carriera si sviluppa a Londra, dove rimane per circa diciassette anni lavorando in contesti iconici dell’hotellerie internazionale, tra cui Hilton Park Lane, Mandarin Oriental Mayfair e The Ritz.
Un’esperienza che ha contribuito a definire uno stile solido, fondato sulla conoscenza della tradizione e sulla cura dei fondamentali, ma aperto all’innovazione tecnica. Gallitelli si definisce un barman classico, attento all’equilibrio e alla precisione, con una sensibilità contemporanea orientata alla creatività e alla qualità degli ingredienti.
La sua idea di miscelazione è strettamente legata al concetto di esperienza. Il cocktail non viene mai pensato come elemento isolato, ma come parte di un sistema che comprende il luogo, la stagionalità e l’atmosfera. Nel contesto del Chiostro Bar, l’architettura e la storia diventano fonti di ispirazione diretta, influenzando il processo creativo e il ritmo del servizio.
Un esempio rappresentativo di questo approccio è il Basil Olive Oil Martini, reinterpretazione elegante del Martini classico realizzata attraverso tecniche moderne come il fat washing, utilizzando olio d’oliva e basilico. Un drink che sintetizza l’incontro tra classicità, innovazione e valorizzazione delle materie prime locali.
Un modello coerente con l’hospitality contemporanea
Il Chiostro Bar rappresenta un modello sempre più diffuso nell’hospitality di alta gamma: un cocktail bar che rinuncia all’effetto spettacolare fine a sé stesso per costruire un’esperienza coerente, riconoscibile e duratura.
Dal punto di vista strategico, questo approccio consente di:
- rafforzare l’identità dell’hotel attraverso il bar
- valorizzare il contesto architettonico senza snaturarlo
- offrire un’esperienza di alto livello anche a una clientela esterna selezionata
- restituire centralità alla figura del bar manager come interprete culturale
In un mercato sempre più competitivo, la differenza non è data dalla complessità delle ricette, ma dalla capacità di costruire un racconto credibile, in cui ogni elemento ha una funzione precisa.
Un caso studio rilevante per il settore HoReCa
Osservare realtà come il Chiostro Bar di Ostuni consente di cogliere alcune delle direttrici più significative dell’evoluzione HoReCa: il recupero degli spazi storici, la centralità dell’esperienza, il ritorno alla qualità dei fondamentali e la valorizzazione delle competenze professionali.
Per imprenditori, bartender e operatori dell’ospitalità, progetti di questo tipo rappresentano casi studio utili per comprendere come il bar possa contribuire in modo concreto alla reputazione e alla percezione complessiva di una struttura ricettiva.
ApeTime Magazine continua a raccontare questi cambiamenti con uno sguardo editoriale indipendente, analizzando i modelli che stanno ridefinendo il mondo dell’ospitalità, della mixology e del food & beverage contemporaneo.




