I vini naturali della Georgia stanno trovando spazio nelle carte dei wine bar e nei ristoranti che cercano etichette identitarie e poco convenzionali. A Gamarjveba, nella regione di Kvemo Kartli, Gabriel’s Wine nasce da un percorso personale prima ancora che imprenditoriale. Produzioni ridotte, fermentazioni in qvevri interrati e lavorazioni manuali raccontano un modo di fare vino che guarda alla tradizione senza trasformarla in esercizio di stile.
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Dal monastero alla cantina di famiglia

La Georgia è riconosciuta come una delle aree vitivinicole più antiche del mondo. In questo contesto si colloca la storia di Gabrieli Khomasuridze, fondatore di Gabriel’s Wine, cresciuto in una famiglia dove la vinificazione domestica era parte della normalità.
Per ventisette anni ha vissuto presso il Monastero di Shio-Mgvime, complesso monastico del VI secolo scavato nella roccia. Qui si è occupato dei campi, dei raccolti e delle attività artigianali, imparando a produrre vino secondo consuetudini tramandate nel tempo. La disciplina del lavoro agricolo e l’attenzione ai cicli naturali sono diventati elementi centrali del suo approccio.
Conclusa l’esperienza monastica, Gabrieli è tornato nella casa d’infanzia a Gamarjveba, nella regione di Kvemo Kartli, avviando una produzione insieme ad amici. Nessuna crescita forzata, nessuna struttura industriale: soltanto l’idea di lavorare con misura, rispettando materia prima e metodo.
Qvevri interrati: tecnica e identità
Il fulcro della produzione è rappresentato dai qvevri, anfore di argilla interrate nel terreno. In questi contenitori avvengono fermentazione e affinamento, senza filtrazioni e con interventi ridotti al minimo indispensabile.
Le uve vengono lavorate manualmente. La fermentazione parte spontaneamente e il tempo di contatto con le bucce varia in base al vitigno e all’annata. La solforosa è presente in quantità contenute e sempre calibrate.
Non è una scelta di moda, ma un metodo radicato nella cultura georgiana. Oggi questo approccio incontra l’interesse di importatori e ristoratori che cercano vini riconoscibili e narrabili.
La produzione si distingue per:
- lavorazioni manuali in ogni fase
- fermentazione e affinamento in qvevri interrati
- assenza di filtrazione
- utilizzo contenuto di solforosa
- tirature molto limitate
Numeri piccoli che diventano parte integrante dell’identità del progetto.
Vitigni autoctoni e tirature contenute
Gabriel’s Wine lavora esclusivamente con vitigni autoctoni georgiani, mantenendo un legame diretto con il patrimonio varietale del Paese.
Rkatsiteli 2023
100% Rkatsiteli con 7 mesi di macerazione sulle bucce in qvevri.
550 bottiglie prodotte.
Solforosa: 10 mg/l.
Un bianco macerato strutturato, con tessitura tannica evidente e profilo complesso, in linea con la tradizione georgiana degli orange wine.
Goruli Mtsvane 2023
100% Goruli Mtsvane.
7 giorni di contatto con le bucce in qvevri.
350 bottiglie prodotte.
Solforosa: 23 mg/l.
Più fresco e immediato rispetto al Rkatsiteli, mantiene un’impronta artigianale ben definita.
Kahkuri Mtsvane 2024
100% Kahkuri Mtsvane.
Fermentazione tradizionale in qvevri.
Un vitigno meno conosciuto fuori dalla Georgia, ma significativo nella cultura enologica locale.
Saperavi 2023
100% Saperavi in qvevri.
550 bottiglie prodotte.
Solforosa: 10 mg/l.
Rosso intenso, struttura importante e profondità aromatica. L’assenza di filtrazione accentua materia e carattere.
Saperavi 2022
100% Saperavi in qvevri.
550 bottiglie prodotte.
Solforosa: 35 mg/l.
Un’annata con dosaggio leggermente superiore ma comunque contenuto, capace di mantenere integrità e capacità evolutiva.
La Georgia nel panorama dei vini naturali
La crescente presenza dei vini georgiani nelle carte dei locali europei non è episodica. Il dibattito sui vini naturali si è ampliato negli ultimi anni, come dimostrano anche esperienze produttive raccontate su ApeTime Magazine, ad esempio nel caso di Maison Stephan nel Rodano.
Proporre etichette come quelle di Gabriel’s Wine significa:
- inserire vitigni rari e distintivi
- valorizzare un metodo ancestrale ancora attuale
- offrire una narrazione concreta al cliente
- intercettare un pubblico evoluto di appassionati
In un mercato spesso orientato alla standardizzazione, micro realtà come questa riportano l’attenzione su ciò che conta: materia prima, manualità e continuità culturale.
Alcuni chiarimenti utili
Che cosa sono i qvevri?
Sono anfore di argilla interrate utilizzate in Georgia da millenni per fermentare e affinare il vino. Consentono una micro-ossigenazione naturale e influenzano struttura e complessità aromatica.
I vini in qvevri sono sempre vini naturali?
No. Il metodo in qvevri è tradizionale, ma la definizione di vino naturale dipende dall’approccio complessivo del produttore: interventi minimi, assenza di filtrazione e utilizzo limitato di solforosa.
Che caratteristiche ha il vitigno Saperavi?
È un vitigno a bacca rossa autoctono georgiano, noto per colore intenso, struttura importante e buona capacità di invecchiamento. In versione non filtrata esprime profondità e forte identità varietale.




