HomeEditorialeCarlotta Linzalata: "Senza nuove regole, ospitalità a rischio"

Carlotta Linzalata: “Senza nuove regole, ospitalità a rischio”

Non è la sola. Anzi. Carlotta Linzalata è una delle tante -brave- bartender che ha lasciato il bancone. E senza rimpianti. Amava il suo mestiere, sia chiaro, però da quando è stata assunta da una grande multinazionale ha due vantaggi. Non solo riceve uno stipendio migliore, ma gode anche di maggiori garanzie. E qui fa una riflessione…

“Non c’è dubbio: è necessario cambiare davvero mood. Senza tutele e in assenza di nuovi regolamenti, non c’è futuro. O si modifica qualcosa realmente o le professioni legate al mondo dell’ospitalità saranno a rischio d’estinzione. Ed è un enorme peccato, perché l’ospitalità fa parte del nostro DNA“, commenta Carlotta Linzalata.

carlotta linzalata Che dire? Concordo con Carlotta.
Di certo, oggi non c’è da stupirsi se manca il personale nel mondo dell’ospitalità.
Il settore da troppo tempo è viziato, depresso e frustrato da stipendi non adeguati all’impegno richiesto ai professionisti del settore. 
Senza contare che in Italia sappiamo sia davvero raro ottenere un contratto totalmente in regola nel settore dell’ospitalità e della ristorazione. Quindi? È un disastro.
carlotta linzalata A Milano o Roma dove per una casa spendi minimo 1000 euro di affitto, un bar manager impegnato di sera dovrebbe guadagnare almeno 2500 euro al mese NETTI.
Ma scopro che non è (quasi mai) così. Al contrario.
In molti di voi affermano di ricevere meno di 1700 euro. E in tantissimi prendono il 10-20% fuori busta. E c’è chi arriva persino ad avere in nero il 40% dello stipendio.
È chiaro che alle spalle ci sia un problema di eccessivo costo del lavoro.
Si auspica da anni una riforma fiscale, ma non si riesce a fare niente.
Risultato? Siamo quasi rassegnati all’idea che non possa esserci un’alternativa più virtuosa.
Ma così è scacco matto.
Che rabbia.
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Nicole Cavazzuti
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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