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Come sono cambiate le abitudini alimentari a causa della pandemia?

Come è cambiato e cambierà il nostro cibo e il nostro modo di mangiare in epoca di pandemia?

Le nostre abitudini alimentari sono da sempre in evoluzione; dapprima per questioni legate principalmente alla disponibilità economica, poi per il fiorire di mode, più o meno basate su ricerche scientifiche, negli ultimi anni amplificate dall’attenzione mediatica che si è espressa soprattutto attraverso infinte trasmissioni TV legate al mondo della cucina.

Dal 2020 poi questa evoluzione è stata ancor di più significativa per effetto pandemia, che è irrotta come un ciclone nel nostre vite modificando abitudini quotidiane e di conseguenza aprendo anche il campo a nuovi stili alimentari.

Da una recente ricerca americana dell’International Food Information Council è infatti emerso come il 54% dei consumatori ha deciso di adottare un’alimentazione più sana rispetto a dieci anni fa; un processo che è tuttora in atto, vediamo dove ci ha portato e dove ci sta portando.

  1. Varie ricerche indicano probabile per i prossimi anni una ulteriore impennata del biologico, che già non ha conosciuto crisi in questo anno nero
  2. È in atto, e nei prossimi anni si accentuerà, un’impennata di consumi legati ai cibi a base vegetale, che (secondo una indagine pubblicata su Food Industry Executive) raggiungerà una crescita del 20% entro il 2024.
  3. Un’altra buona fetta dei cibi del futuro, invece, saranno a base di insetti, fonte di proteine più sostenibili grazie al minor impatto ambientale, appena sdoganati dalla European Food Safety Authority.
  4. Il futuro prossimo vedrà un aumento “climatariani”, coloro che seguono una dieta indicata per combattere il cambiamento climatico (secondo la testata americana Glipsecorp)
  5. Un mercato di nicchia in espansione è quello dei super-frutti dell’Amazzonia come buriti e camu-camu, alimenti ricchi di vitamine e minerali per mantenere in forma il corpo e la mente
  6. Crescerà l’attenzione per il packaging che dovrà esser sempre più bio e sostenibile

tendenze alimentari, yogurt

Dunque nuovi cibi in nuove forme, ma sono cambiate anche le nostre abitudini quotidiane e quindi alimentari, soprattutto per tutti quelli che sono passati a lavorare da remoto:

  1. L’annullamento del tempo di viaggio e preparazione per l’andare in ufficio, ha liberato spazio per la colazione, in molti casi più ricca di un tempo, ora anche con porridge, pancake (e per i più golosi anche con toast e uova strapazzate).
  2. Per lo snack di metà mattina, in assenza dell’angolo delle macchinette che contraddistingue ogni ufficio, via libera alla frutta disidratata, anche autoprodotta, per placare la fame che classicamente sopraggiunge durante il lavoro.
  3. Infine la prolungata assenza di possibilità di fare sport, e di svolgere altre attività ha fatto rinascere o nascere in molti la passione per la cucina, cui ora mediamente si dedicano più ore al giorno.

Insomma l’onda lunga delle pizze fatte in casa del lockdown della primavera 2020 non si è ancora fermata e chissà se e quando si fermerà.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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