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La cucina italiana diventa un corso all’università

La cultura gastronomica italiana diventa materia di studio all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un corso di 42 videolezioni.

Da qualche giorno c’è un nuovo canale per promuovere la cultura gastronomica italiana nel mondo: è stato siglato infatti un protocollo di intenti e iniziative che porterà alla condivisione in tutti i luoghi di cultura e rappresentanza italiana nel mondo di un corso, elaborato dai docenti dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo che si struttura in 42 videolezioni sottotitolate in inglese e intervallate da materiale di lettura e quiz per verificare l’apprendimento.

Il percorso formativo è stato realizzato con il contribuito di ex studenti e personalità note della cucina italiana (Massimo Montanari, Massimo Bottura, Carlo Cracco, fra gli altri), ed è stato presentato in occasione della <Settimana italiana di cucina italiana nel mondo> che si sta svolgendo in questi giorni; il percorso tecnicamente si appoggia alla piattaforma di corsi on-line Mooc dell’Università che lo organizza.

I Mooc sono corsi brevi erogati on-line dell’università Scienze gastronomiche di Pollenzo e grazie a questo accordo l’Università li condividerà anche nei mesi successivi in altri luoghi italiani nel Mondo. Le lezioni saranno poi disponibili on-demand per tutti sulla piattaforma dal 1 dicembre.

Cucina italiana corso on-line università

L’iniziativa ed è frutto di una intesa tra Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e Slow Food e fa parte di un più ampio percorso di collaborazione che culminerà nell’autunno 2022 con <Terra madre salone del gusto>.

L’obiettivo è quello di ampliare la possibilità di avvicinarsi alla cucina italiana, non solo per quanto riguarda gli aspetti commerciali e di piacere, ma anche approfondendo e valorizzando gli aspetti storici culturali che ne sono alla base e che la rendono proprio un vero tratto distintivo della nostra cultura nazionale.

«Si tratta di una grande occasione per approfondire la straordinaria ricchezza e diversità della nostra cultura alimentare – ha detto Carlo Petrini di Slow Food – capire questa parte della storia del nostro Paese significa capire il paesaggio rurale del nostro Paese … Mi auguro che questo lavoro sia di ausilio per una corretta e onesta rappresentazione del nostro patrimonio gastronomico».

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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