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Birra Peroni, investe 1,6 milioni in ecosostenibilità

Birra Peroni, investe 1,6 milioni di euro per lo stabilimento di Bari. Un investimento che migliorerà la sostenibilità produttiva e ambientale.

Nonostante il periodo molto difficile per tutti i settori dell’economia italiana, compresa la filiera della birra, vi sono aziende che continuano ad investire per innovare i propri stabilimenti e differenziare la produzione: il tutto dando centralità ad un tema sempre più importante, quello della sostenibilità sia ambientale che economica.

Fra questi troviamo lo storico brand Peroni che per il suo stabilimento di Bari, attivo dal 1963, nel corso degli anni ha effettuato importanti lavori di ammodernamento ed espansione, fra cui la nuova linea d’imbottigliamento inaugurata nel 2019, con una serie d’investimenti per un valore complessivo di 26 milioni di euro in 10 anni.

L’ultimo in ordine di tempo, da 1,6 mln, è stato stanziato per l’acquisto di tre nuovi fermentatori prodotti in Germania e consegnati l’11 marzo che entreranno in funzione a pieno regime in aprile.

Quello della città pugliese è un sito produttivo di primaria importanza per Peroni: si estende per un’area di circa 185 mila mq e ha una capacità produttiva di 2,5 milioni di ettolitri annui. Il suo indotto crea per il territorio un giro d’affari di circa 60 milioni di euro all’anno grazie anche ai 7mila ettari coltivati a orzo distico.

Peroni stabilimento

Il direttore dello stabilimento Michele Cason ha illustrato il valore strategico dei nuovi fermentatori ciascuno dei quali ha una capacità di 4500 ettolitri: “Il loro arrivo ci consentirà di mantenere adeguati tempi di fermentazione e maturazione delle nostre birre garantendo sempre la qualità del prodotto e il miglioramento della sostenibilità produttiva e ambientale. Questo investimento darà il via ad una nuova fase di sviluppo dell’azienda che vedrà l’introduzione di nuovi brand e la conseguente differenziazione del nostro portfolio”.

Un progetto che non riguarda solo la produzione di nuove tipologie di birra (fra cui quella analcolica alla cui lavorazione saranno dedicati i tre nuovi fermentatori) per rispondere in modo sempre più efficace alle nuove richieste del mercato, ma anche il costante miglioramento delle performance ambientali lungo tutta la filiera produttiva dello stabilimento.

“Negli ultimi 10 anni – ha spiegato Cason – per ogni litro prodotto abbiamo ridotto del 27% l’impiego di acqua, del 48% l’utilizzo di energia termica e del 22% il consumo di energia elettrica. Questo ha consentito allo stabilimento di Bari di raggiungere l’eccellenza in termini di sostenibilità ambientale a livello mondiale”.

Un investimento molto importante per il territorio e il suo indotto specie se si considerano le gravi difficoltà economiche del periodo causate dalla pandemia. Per questo motivo commentando l’arrivo dei tre fermentatori il Sindaco di Bari Antonio Decaro ha auspicato: “Ci auguriamo che investimenti importanti come questo siano un segnale di buon auspicio per l’inizio di una fase di ripresa economica che tutti speriamo possa essere inaugurata presto”.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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