HomeIntervisteColtivare mele antiche in Lunigiana, la tradizione della "mela Rotella"

Coltivare mele antiche in Lunigiana, la tradizione della “mela Rotella”

In Lunigiana rinasce la tradizione della coltivazione della mela Rotella, una mela rustica ad alta conservabilità che una volta era molto diffusa in questo lembo di Toscana che si incunea verso l’Appennino tosco emiliano al confine con la Liguria.

Come spesso accade a riprendere in mano questa tradizione sono dei giovani, Annalisa Mori titolare dell’azienda agricola Il meleto (campi in comune di Filattiera e sede a Pontremoli, entrambi in comune di Massa Carrara) racconta come le origini della sua famiglia siano contadine, i nonni di entrambe le parti lo erano, poi i genitori si dedicarono ad altre attività, ma lei ha sentito nuovamente il richiamo della terra e ha avviato la sua impresa.

Annalisa Mori titolare dell’azienda agricola Il meleto

“Ho un’azienda agricola che si basa fondamentalmente sulla produzione delle mele rotelle – dice Annalisa – in origine pensavo un frutteto misto, ma mi son presto resa conto che questo avrebbe comportato molte più difficoltà e allora mi sono concentrata su queste mele antiche (anche se abbiamo altre piccole coltivazioni in azienda). Gli ettari coltivati sono poco più di 3, ho iniziato 5 anni fa appoggiandomi a una ditta del Trentino per costruire l’impianto a spalliera ed esser seguita nei primi anni per la gestione del meleto. In origine ho recuperato le marze delle mele (rametti con cui fare gli innesti) da antichi coltivatori delle valli qui attorno, e poi sempre con l’aiuto degli esperti trentini abbiamo fatto gli innesti; da due o tre anni abbiamo le prime produzioni anche se non siamo ancora al picco”

“Le mie mele le vendo qui in azienda e rifornisco alcuni piccoli portofrutta di Pontremoli, e mentre mi sto attrezzando con il mio laboratorio per la trasformazione, affido esternamente la realizzazione di alcune prodotti trasformati come il succo di mela, la marmellata l’aceto e quest’anno inizieremo con il sidro. Mi piace molto questo lavoro perché mi consente di mettere in pratica quello che ho studiato (Annalisa è laureata in Scienze erboristiche a Parma e sta studiando Agraria a Pisa). Dipendenti non ne ho, e in questo momento è fondamentale per me l’appoggio di mio zio: è una attività intensa e in frutteto c’è sempre da fare: si pota, si dirada, si raccoglie e poi c’è la vendita”.

 

Un’esperienza di imprenditoria agricola e femminile a sostegno di una produzione tradizionale, che non è passata inosservata, visto che Annalisa ha già raccontato la sua storia anche a giornalisti della Nazione di Firenze.

La forza della Mela rotella – conclude l’agricoltrice – è che ha mille usi, è buona da fresca, da cotta (anche in assenza di zucchero) ed è adatta anche a fare dolci, si raccoglie in ottobre e si conserva fino a febbraio almeno, fuori frigorifero ovviamente, magari nella paglia come veniva stoccata tradizionalmente”.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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