HomeVideo - TVBloody Mary, il segreto per una texture perfetta è il throwing. Video

Bloody Mary, il segreto per una texture perfetta è il throwing. Video

Il Bloody Mary non andrebbe mai shakerato. E anche se la ricetta IBA prevede sia costruito nel bicchiere, per ottenere una texture perfetta è fondamentale miscelare il drink con la tecnica del throwing. 

BLOODY MARY
Yuri Gelmini
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L’origine del Bloody Mary è avvolta nel mistero. Tra le teorie più suggestive, seppur improbabili, c’è quella che vede protagonista Ernest Hemingway. Si dice che lo scrittore simbolo del Novecento letterario, bevitore incallito di cocktail, vermouth e liquori, quando negli anni ’20 soggiornò al Ritz di Parigi frequentasse spesso il Petit Bar insieme ad altri esponenti della Lost Generation. E c’è chi sostiene che sia stato il barman di quel locale, tal Bernard “Bertin” Azimont, a ideare il Bloody Mary per nascondere qualunque traccia di alcol dall’alito dello scrittore.
Dicevamo, è poco plausibile, anche se è vero che il medico aveva intimato a Hemingway di non bere e che la moglie lo controllava al limite dell’ossessione.

BLOODY MARYBLOODY MARY, LA RICETTA IBA

Ingredienti:
4,5 cl di vodka
9 cl di succo di pomodoro
1,5 cl di succo di limone
gocce di salsa Worcestershire (è una salsa inglese, agrodolce e leggermente piccante, che prende il nome dalla contea inglese omonima del Worcestershire. Di colore bruno scuro, è adatta per carni, sughi, minestre ed è uno degli ingredienti fondamentali per alcuni cocktail, come anche il Bull Shot)
1 pizzico di sale al sedano
1 pizzico di pepe nero
q.b. tabasco.
Mescolare delicatamente. Guarnire con sedano e fettina di limone (opzionale)
Gradazione: 13,5 % vol
Calorie: 129 Kcal per drink
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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