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Fiori, se aggiunti ai vostri piatti donano un tocco di sapore in più

Sempre più spesso i fiori vengono inseriti nei piatti per regalare nuovi colori, profumi e sapori alle nostre pietanze.

Una moda che sta spopolando, ce ne parla anche Giulia Coruzzi titolare di “La Spinosa”.

Primavera, la stagione dei fiori: meraviglioso osservarli durante una passeggiata in un bosco, rigenerante averne un mazzetto in casa per regalare buon umore, ma sempre più sta prendendo piede anche l’idea di averli nel piatto a regalare nuovi colori, profumi e sapori alle nostre pietanze.

Una tendenza e una moda che prende spunto e avvio soprattutto dalle trasmissioni dei grandi chef che nelle trasmissioni televisive o nei loro ristoranti sempre più li utilizzano per guarnire piatti o anche per dare nuove sensazioni e sapori ai loro clienti.

Negli ultimi anni questo mercato ha preso piede e sono nati anche progetti per incentivarne la produzione che avviene da parte di piccole aziende, che negli ultimi 5 anni sono aumentate sensibilmente, anche in virtù di un progetto a riguardo, che ha coinvolto 40 chef e food blogger italiani e francesi.

I fiori più utilizzati sono quelli di borragine, viola, nasturzio e begonia; a livello di nutrienti tutti i fiori sono interessanti perché poveri di grassi e ricchi di sostanze nutritive, come sali e vitamine e proteine, a cui si aggiungono gli antiossidanti, dovuti al contenuto di flavonoidi e carotenoidi che sono quelle che danno ai fiori il colore. Assenti gli allergeni e i residui chimici dato che la coltivazione è quasi sempre biologica.

fiori da mangiare, vasetto

Giulia Coruzzi dal 2013 è titolare di “La Spinosa” una piccola azienda di coltivazione di erbe officinali e fiori eduli a Collecchio, Parma.

<Per i fiori i miei clienti sono soprattutto i ristoratori, ma vendiamo sempre più anche ai privati. Alcuni fiori vengono utilizzati per la loro bellezza, altri per il loro sapore; alcuni hanno gusti più spiccati altri più tenui, dolci ma anche salati. Il periodo di produzione va da fine marzo ai primi di ottobre, con un picco attorno a maggio. I loro usi sono molteplici dall’abbellimento dei cocktail, alla preparazione di insalate, alla decorazione dei piatti e con un po’ di fantasia i loro usi sono veramente infiniti>.

Oltre che quelli coltivati sono ricercati e apprezzati anche i fiori spontanei, in particolare primule e viole, caratteristiche della primavera; per questi fiori però bisogna essere molto pratici o affidarsi a persone competenti perché, va ricordato, ci sono fiori e anche erbe che possono essere molto velenosi e anche letali.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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