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La corte di Rigoso: diventare gestori di un bar per far rivivere un paese

Salvare l’anima di un paese costituendo una cooperativa di comunità: La corte di Rigoso. Ecco quello che è successo nel paesino dell’Appennino Parmense.

Diventare gestori di un bar per far rivivere un paese. Già di per sé la cosa è abbastanza singolare, se poi si considera che tutto questo è avvenuto in tempo di piena pandemia i contorni di quello che è successo a Rigoso, piccolo paesino dell’Appennino Parmense situato a 1100 metri (nel Parco Nazionale dell’Appenino tosco emiliano) sono ancora più unici.

Quando si è prospettata la chiusura del bar del paese, un paio d’anni fa, dopo che aveva appena chiuso anche il piccolo alimentari, alcuni abitanti hanno deciso di fare qualcosa per evitare la morte sociale del borgo e si sono costituiti nella cooperativa di comunità La corte di Rigoso.

“La motivazione era forte in tutti – dice Manuela Gaiani vicepresidente – ma sicuramente ci ha aiutato il fatto di poter contare su due ragazzi giovani, Alessandra Sandri e Stefano Gaibazzi che erano fortemente intenzionati a partecipare all’iniziativa e diventare i gestori dell’attività, per trasferirsi in montagna da Parma (e poco dopo hanno anche comprato casa a Rigoso approfittando di un bando regionale). Gli altri soci del CdA della Coop (7 per la precisione) – prosegue Manuela – hanno comunque altri lavori, ma contribuiscono ciascuno secondo le proprie possibilità. Io per esempio lavoro in supporto al bar e alimentari in estate. Per Alessandra e Stefano invece questa attività è diventata proprio il loro lavoro e la loro scelta di vita; una scelta di vita che consente al nostro paese di sopravvivere a livello sociale, perché è vero che in inverno gli abitanti di Rigoso sono 32, ma in altre stagioni sono molti di più: ci sono turisti dell’estate, della neve della vicina stazione sciistica di Prato spilla, dei funghi e dell’escursionismo, fenomeno crescente sul crinale della Parco Nazionale dell’Appennino tosco emiliano”.

E proprio il Parco Nazionale ha supportato l’iniziativa degli abitanti, e facendo diventare il Bar – Alimentari un Centro visite del Parco dove si possono avere informazioni e leggere pannelli esplicativi sull’area.

“Siamo molto contenti di come va l’attività – conclude Manuela – nell’ultimo anno abbiamo anche preso in gestione una casa in cui abbiamo rimesso in ordine 4 camere in cui ora turisti ed escursionisti possono pernottare e abbiamo in corso altri progetti simili. Completiamo il nostro impegno per la valorizzazione territoriale tenendo nel nostro punto vendita una ampia selezione dei migliori prodotti tipici del territorio: Lunigiana Appennino reggiano e parmense“.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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