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Al LimeOlé House di Verona si brinda ai due anni di vita del primo liquore al lime

Verona, come l’araba fenice, è rinata più volte grazie alla sua innata vitalità. Tanto che negli ultimi anni si è affermata anche come meta di tendenza della mixology.

Già, perché diciamolo: in passato, i cocktail bar veronesi non avevano goduto di un’alta considerazione nel mondo della mixability. Poi è scoppiata la Seconda Golden Age del bere miscelato. E lo scenario è cambiato, tra nuove aperture di locali e nuovi lanci di prodotti. Come LimeOlè.

Situato nel quartiere Veronetta, a due passi dall’Università e dal Teatro Romano, il LimeOlé House (ex Art Cafè) di Verona nel 2020 festeggia il secondo compleanno del suo LimeOlè, “il primo liquore al lime al mondo” come si legge in una nota sulla pagina Facebook del locale. E per l’occasione si prepara alla seconda sfida: entrare nei cocktail bar di tutta Italia.

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LimeOlè
Presentato al Vinitaly 2018, LimeOlè viene prodotto con lime organici e si contraddistingue al palato per un retrogusto dolce con note citriche e alla vista per il colore verde brillante. Pensato per essere consumato sia liscio che miscelato, è molto apprezzato da chi ama i liquori e i cocktail dal gusto leggermente dolce. Oggi è protagonista di diversi signature drink del LimeOlé House (CLICCA QUI PER VEDERE I DRINK), ma la sua notorietà cresce così come il numero di bartender che lo usa per caratterizzare i propri cocktail.
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“Può essere bevuto liscio ghiacciato, ma si presta pure per fare drink della famiglia Sour e Fizz”, afferma il barman siciliano Gianluca Lombardo, brander di ApeTime. Che, insieme ai colleghi Luca Azzolina e Gianmatteo Mariano, ha studiato il prodotto e che presto, insieme ai due colleghi, ci racconterà come valorizzarlo al meglio nei drink.

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LEGGI LA RICETTA Il Borderlime

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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