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Tiki drink: fare insieme Mai Tai, Zombie e un twist del Daiquiri

Tiki Bar: piacciono. E tanto, perché i drink tiki sono scenografici, esotici e di facile bevuta. E se vi chiedono insieme un Mai Tai, uno Zombie e un Daiquiri…

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Davide Mitacchione, vincitore di Italia Bacardi Legacy 2018 e titolare del Luau Tiki Bar di Bari. Ph. Nicole Cavazzuti

“I Tiki Drink sono colorati, allegri, beverini. I signature oggi spesso sono low alcol, mentre i classici hanno invece una gradazione alcolica importante. Il che permette di accontentare tutti i palati”, afferma Davide Mitacchione, vincitore di Italia Bacardi Legacy 2018 e titolare del Luau Tiki Bar di Bari, dove abbiamo realizzato il video.

tiki drink Ma facciamo un passo indietro. “I Tiki Bar nascono per fare vivere un sogno al cliente. Il motto di Ernest Raymond Beaumont-Gantt, fondatore del primo bar ristorante dai richiami polinesiani (il Don the Beachcomber di Hollywood poi diventato Donn Beach), era infatti: «Se non potete arrivare al paradiso, lo porterò io da voi». Emblematico, no?”, aggiunge Davide.

Non a caso, questi locali hanno sempre atmosfera allegra, arredi coloratissimi e una drink list con protagonisti cocktail a base di rum serviti in bicchieri chiamati mug dalle forme più varie e dalle tinte sgargianti. Letteralmente, il loro nome significa spirito. “Tiki erano le raffigurazioni di divinità dalle sembianze umane da cui prendono ispirazione anche le caratteristiche mug in ceramica” puntualizza Mitacchione.

Nicole Cavazzuti
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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