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Salvatore Scamardella: Madrid ha aperto tutto. Potrebbe essere la svolta

Salvatore Scamardella ha la voce incrinata di chi è commosso quando afferma: “Ormai, le persone iniziano a disabituarsi al concetto di bar e ristorante”

Lo abbiamo intervistato in diretta live insieme a Giulio Massimo Cario, il padre della prima luxury vodka italiana Fashion Diamond, di cui è brand ambassador.

In diretta da Napoli, Salvatore Scamardella ha commentato il nuovo decreto legge, la scelta dei M.I.O. di riaprire dopo il 6 aprile al di là della legge e l’esperimento del sindaco di Madrid, che in vista delle elezioni ha deciso di riaprire la capitale di Spagna al di là dei dati RT. “Speriamo che Madrid dimostri che non sono i locali a cambiare i numeri dei contagi”.

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E leggi qui una sintesi dell’intervista a Salvatore Scamardella.

“Che dirvi? Io osservo che dopo 13 mesi di vita nel segno della pandemia e delle restrizioni per contenere i contagi di Covid-19, la gente inizia a manifestare un malessere a livello psicologico generale.
Così, da una parte osservo sempre più italiani cadere vittima di ansia, stress, depressione, rabbia. Dall’altra, vedo che le persone iniziano a disabituarsi all’idea del bar e del ristorante. Mi fa impressione notare che molti passanti neanche più guardano la vetrina dei bar e dei ristoranti. Hanno perso la curiosità di sapere se il locale è aperto o chiuso”.

E rispetto alla protesta indetta dalla Associazione M.I.O. Salvatore Scamardella osserva: “Secondo me, per essere incisivi occorrerebbe una collaborazione da parte di tutti i settori. Una protesta congiunta che passi dai negozi di abbigliamento ai parrucchieri, dalle palestre ai bar. In questo modo creeremmo davvero disagio. Insomma,  una manifestazione collettiva avrebbe un effetto superiore alle manifestazioni delle singole categorie”.

Nicole Cavazzuti
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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