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Giro del mondo in birra: Argentina e il birrificio più a sud del mondo

Sapete qual è il birrificio più a sud del mondo? Si chiama Fuegian e si trova in Argentina, nelle praterie della Patagonia.

Le due birre prodotte, Beagle e Cape Horn, sono declinate in diversi stili birrari…

I grandi produttori di birra a livello mondiale, come Heineken o Guinness, hanno come obiettivo principale, se non unico, quello di aumentare il proprio fatturato in ogni Paese. Da una terra lontana arriva invece la storia di un birrificio non animato principalmente dalla volontà di fare business, bensì dal voler essere quello più a sud del pianeta, anzi alla fine del mondo!

A fare da sfondo a questa storia sono infatti le sconfinate praterie della Patagonia attraversate dal confine che separa Argentina e Cile. Una terra nella quale esistono numerose piccole realtà che producono birra artigianale: fra queste la cilena Austral, fondata nel 1896 a Punta Arenas che per oltre un secolo ha potuto giustamente fregiarsi del titolo di essere il birrificio più a sud del mondo.

Questo fino al 2010 quando a Ushuaia, cittadina di 60 mila abitanti della Patagonia argentina, situata alcune centinaia di chilometri più a sud di Punta Arenas, due giovani locali, dopo aver avviato una piccolissima produzione indipendente, hanno voluto unire le forze e dare vita ad un vero e proprio birrificio situato a soli 40 Km dalla fine della Ruta 3, la strada argentina che lì termina perché lì finisce il Sudamerica.

Le due birre prima prodotte separatamente, Beagle e Cape Horn, vent’anni fa si sono quindi unite e, mantenendo i loro nomi, hanno dato vita alla società Fuegian. Una piccola azienda brassicola che, grazie ad una serie d’investimenti, ha visto crescere costantemente la propria produzione: dai 10 mila litri al mese del 2011 ai 100 mila mensili di inizio 2020.

Un’avventura partita per strappare il record ai vicini cileni che con il tempo è diventata sempre più ambiziosa. Lo ha spiegato in un’intervista il direttore dello stabilimento Alan Sullivan: “La Terra del Fuoco è un terreno florido per la produzione di birra artigianale: qui copre il 15% del mercato contro il 2% del resto dell’Argentina. Per questo vogliamo triplicare la produzione”.

Specchio anche della grande passione, dote nella quale i sudamericani eccellono, con la quale viene mandato avanti il progetto, è il portfolio di birre offerto con entrambi i marchi. Le birre Cape Horn e Beagle si trovano infatti declinate in diversi stili birrari.

Il primo propone ben sei diverse referenze: si passa da una weiss a una bionda classica e da una pilsner ad un’American IPA. Si trovano inoltre una birra realizzata con caramello e frutta secca e una stout prodotta nel solco della tradizione inglese.

Con il marchio Beagle troviamo invece quattro tipologie di birra: un India Pale Ale, una lager bionda, una rossa e un’altra stout.

Nell’attesa che un giorno si possano provare anche in Italia, si può sottolineare come le etichette rendano le bottiglie di queste birre degli autentici pezzi da collezione. Vi sono infatti raffigurati degli albatros in volo, delle mappe ingiallite della Patagonia e le canoe degli indios che esplorarono queste terre affascinanti e sconfinate.

Anche questo tratto distintivo è sicuramente motivo d’orgoglio per gli attuali venti dipendenti del birrificio che pur non potendo prevedere come proseguirà quest’avventura hanno una certezza: “Siamo la vera birra prodotta alla fine del mondo: a differenza di Punta Arenas in Cile, qui ad Ushuaia il mondo finisce per davvero!”

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