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Parliamo di idee per la riapertura post coronavirus

Parliamo di idee per la riapertura post coronavirus.
E partiamo da indagare quali sono gli abbinamenti più richiesti di food & drink

Non c’è dubbio: pizza e cocktail è il connubio che va per la maggiore.
E vi suggerisco di prenderlo in considerazione. Perché la pizza richiama un pubblico variegato, certo. Ma anche perché è sinonimo di delivery. Un servizio, che nei mesi a venire, potrebbe permettere di ampliare la cassa. E che, se ben strutturato, potrebbe diventare una valida opportunità di business sulla lunga distanza.

Credits Sodo creative studio

Quindi, le pizzerie di città e di provincia potrebbero introdurre una carta drink. E i cocktail bar magari collaborare con le pizzerie.

Un esempio virtuoso su tutti viene da Senigallia: “Da noi circa il 30% degli avventori a cena ordina un cocktail. Intendiamoci, sono soprattutto i drink pre e after dinner a trainare il guadagno, ma i clienti che pasteggiano con i cocktail sono in netto aumento. Anche perché molti, quando vedono un drink al tavolo di fianco, si lasciano sedurre dall’abbinamento!” mi raccontava qualche mese fa Max Frezza, titolare con la moglie di Cavò lieviti e distillati. Il suo best seller? L’Americano in Cina a base di kombucha di caffè (bevanda fermentata nata in Cina circa duemila anni fa. La sua tradizione si è tramandata ed è stata sdoganata circa vent’anni fa negli Stati Uniti e poi in Europa e in Italia).

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Drink Your Dessert: Luca Angeli del Four Seasons di Milano lavora a un progetto che mixa dolci e drink. “Il format ha lo scopo di creare nel cliente un WoW effect ed è nato già qualche anno fa, ma è in continua evoluzione ed è stato ancora poco pubblicizzato”

L’intervista

Max Frezza come vivi a livello psicologico i provvedimenti per contrastare la diffusione del coronavirus?
Che dire? Non è facile. Mi faccio forza, spero che passi tutto il prima possibile.

Vista la situazione drammatica ritengo che le misure del Governo siano impeccabili. L’unico critica che mi sento di fare sono i tempi: bisognava chiudere tutto prima, non a spizzichi e bocconi.
Quanto potrà resistere il sistema economico italiano allo stato attuale delle cose, secondo te?

Non molto. Negozi, ditte e uffici non devono e non possono restare chiusi per oltre 60 giorni, altrimenti si rischia il fallimento.
Detto questo, prima di riaprire occorre superare il clima di paura di contagio.

Da un punto di vista pratico come ti stai preparando alla riapertura del locale?
Per ora passo dal locale per pulire e controllare le macchine. Non sto pensando di trasformare l’offerta, ma di accogliere al top gli ospiti. Appena riapriremo voglio coccolare ancor più di prima i clienti. Se lo meritano e ne hanno bisogno.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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