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Perché bere birra dopo gli sport invernali fa bene

Bere birra dopo aver praticato gli sport invernali: perché è una buona scelta per il nostro organismo?

Le discipline sportive che vengono praticate sulla neve risultano essere sempre più popolari fra gli italiani: i dati raccolti mediante una serie d’interviste mostrano infatti  che il 70% di essi è solito cimentarvisi almeno una volta all’anno o che, quantomeno, è interessato a queste tipologie di sport.

Lo sci alpino, in modo particolare, è quello maggiormente praticato, seguito dallo snowboard: al terzo posto troviamo il trekking con le ciaspole, un modo di vivere la montagna che  sta attraversando un periodo di rinnovato interesse, anche per via della possibilità di godere dei paesaggi circostanti in maniera diversa, meno dinamica ma certamente più rilassante rispetto ai più adrenalinici sci e tavole.

Dopo aver praticato una di queste attività sportive, si possono reintegrare i liquidi persi con una bevanda ricca di sali minerali, oppure con una birra magari gustata in uno dei tanti rifugi situati sulle Alpi e sulle Dolomiti dai quali è possibile ammirare panorami unici: questa seconda opzione può sembrare una scelta sbagliata, ma non è così.

Molti medici, negli ultimi anni, infatti, consigliano anche agli atleti professionisti di bere una birra dopo l’attività fisica (qualunque essa sia e dunque anche gli sport invernali) poiché la bevanda contiene molte delle sostanze organiche che devono essere recuperate dopo una prestazione atletica.

Fra queste troviamo, ovviamente, l’acqua poiché sudando, l’organismo va incontro ad una disidratazione, ma anche sali minerali e vitamine anch’esse perse durante lo sforzo e che sono fondamentali per il corpo umano: sono tutti elementi presenti nella bevanda.

Analizzando le materie prime utilizzate per produrre la birra, notiamo che l’acqua è l’ingrediente principale e che le acque utilizzate per la produzione sono in genere ricche di magnesio e con un buon rapporto calcio-fosforo e questo contribuisce ad accrescerne il valore nutritivo.

La seconda materia prima più importante, senza dubbio, è il malto d’orzo che, durante la fermentazione, viene trasformato in zuccheri semplici dagli enzimi; tuttavia una parte di questo non si discioglie nel prodotto finito e può dunque essere assorbito dal corpo umano apportandovi soprattutto carboidrati, potassio e proteine.

Anche il luppolo contiene importanti sostanze nutritive, tra le quali i bioflavonoidi (composti nutritivi che garantiscono varie azioni positive nei confronti delle cellule). Il lievito, presente nelle birre rifermentate in bottiglia, infine, garantisce un buon apporto di vitamine del gruppo B.

La birra può trovare un suo giusto posto nella dieta degli sportivi anche per la buona percentuale di maltodestrine: queste, derivate dalla germinazione dell’orzo o di un altro cereale, sono dei carboidrati complessi composti da alcune decine di unità di glucosio, sono solubili in acqua, facilmente digeribili e sono assumibili anche durante l’attività motoria.

Le maltodestrine offrono anche il grande vantaggio di liberare con gradualità il glucosio, garantendo in tal modo un rifornimento di energia prolungato nel tempo: non causano, inoltre, un brusco rialzo della glicemia conferendo alla birra il valore di alimento a basso indice glicemico.

birra e neve

Un altro elemento che si trova nella bevanda e che è indispensabile reintegrare dopo l’attività sportiva sono i sali minerali: questi hanno un ruolo fondamentale nel funzionamento di tutti gli organismi viventi, sia animali che vegetali e, per questo motivo, sono detti anche minerali essenziali. Le scorte di questi elementi devono essere ricostituite il più velocemente possibile: fra quelli più presenti nella birra troviamo magnesio, calcio e fosforo.

A dimostrazione del fatto che bere una birra dopo l’attività sportiva è una buona scelta, troviamo una ricerca effettuata nell’Università di Granada: qui infatti è stata testata l’efficacia della bevanda come ‘ricostituente’ dopo una pesante seduta di sport effettuata per di più in condizioni di caldo umido.

I 24 giovani volontari arruolati per lo studio hanno eseguito dell’esercizio fisico in un ambiente con una temperatura di 40° C e sono andati avanti fino al momento in cui hanno ritenuto di dover smettere a causa dell’eccessiva stanchezza. A quel punto gli esperti hanno diviso il campione in due: al primo è stata data disponibilità di acqua in abbondanza, mentre al secondo sono state offerte due mezze pinte di birra.

Misurando il livello d’idratazione degli sportivi prima e dopo la ‘bevuta’, gli studiosi hanno rilevato che chi si dissetava con la birra, grazie al contenuto di zuccheri e sali minerali della bevanda, riacquistava liquidi e sostanze nutritive con più facilità e dunque più rapidamente.

Sono quindi diversi gli elementi che, grazie all’antica bevanda, il nostro organismo può reintegrare, come dimostra anche l’esperimento effettuato in Spagna: ecco perché, dopo aver macinato chilometri sci o ciaspole ai piedi, degustare una buona birra è un buon modo per iniziare a reintegrare i liquidi persi durante l’attività sportiva sulla neve.

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