HomeEditorialeCocktail bar e ... acqua. Ecco un altro errore facile da evitare

Cocktail bar e … acqua. Ecco un altro errore facile da evitare

Il cocktail bar è arredato in modo elegante. Il prezzo è in linea con l’ambiente. Il cocktail è perfetto. Manca solo…l’acqua!

L’acqua fa la differenza. Non esagero.
Perché l’arredo, i prodotti, l’abbigliamento del personale sono importanti per creare un’atmosfera e trasmettere un senso di eleganza.
Ma poi ci sono piccoli gesti che fanno la differenza.

Un esempio su tutti: in un locale dall’immagine elegante il cliente si aspetta di ricevere un bicchiere d’acqua al momento dell’ordinazione del drink. Magari anche del rubinetto quando fosse buona (meglio sarebbe se fosse aromatizzata al limone, banalmente).

Conclusione?
Offrite sempre un servizio in linea con immagine, proposta e vostro target di riferimento. E state attenti ai dettagli come questo.

 

 

L’acqua del rubinetto al bar è sempre gratis: vero o no?

Il titolare ha il diritto di recuperare il costo che sostiene per mantenere elevato il livello igienico dell’acqua, anche chiedendo di pagare quella del rubinetto se lo ritiene opportuno. Il barista, inoltre, può servire quella del rubinetto al posto di quella minerale in bottiglia, a meno che ci siano dei dubbi sulla sua potabilità e sia in vigore un’ordinanza del sindaco emanata dopo un riscontro da parte dell’Asl. Attenzione, però: se il barista decide di fare pagare l’acqua del rubinetto, deve per forza indicarne il prezzo sul menù.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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