HomeEditorialeGreen Pass, per noi andrebbe limitato alla categoria degli over 50

Green Pass, per noi andrebbe limitato alla categoria degli over 50

Del Green Pass ho parlato più volte. Non mi piace come è stato impostato. Per me, l’obbligo vaccinale andrebbe limitato alla categoria degli ultracinquantenni. Che poi sono quelli che riempiono i letti negli ospedali.

Non è giusto scaricare il peso di questa pandemia ancora una volta solo sulle spalle dei ragazzi, di alcune categorie di lavoratori e del mondo dell’ospitalità, dello sport e della cultura.

Per me il Green Pass dovrebbe essere obbligatorio sopra i 50 anni anche per andare nei supermercati o salire sui bus. Non vuoi vaccinarti? Va bene. Ma resta a casa.

Green Pass Non ha senso accanirsi sui ragazzi. Non c’è motivo. Il numero di giovani ricoverati è stato irrisorio. E poi, si sono sacrificati già abbastanza per non compromettere la salute di nonni e genitori. E non è utile neppure obbligare varie categorie di lavoratori a vaccinarsi -per poter continuare a svolgere la propria professione- se poi i più fragili non si proteggono. Basta. Voltiamo pagina. Cambiamo approccio.

L’obbligo vaccinale andrebbe limitato alla categoria degli ultracinquantenni.
Perché sono loro che -per lo più- finiscono negli ospedali, che rischiano di intasare i reparti e che potrebbero essere causa di nuove (insostenibili) chiusure.

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Il merito è di un dato utilizzato dall’Istituto Superiore di Sanità sulle terapie intensive, che viene aggiornato una sola volta al mese

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Nicole Cavazzuti
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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