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Come usare i vini fermi nei drink e una ricetta

VINI FERMI NEL BERE MISCELATO
Il mondo del vino nei drink non è solo bollicine. Certo, nei cocktail oggi si utilizza ancora poco il vino bianco fermo, ma cresce il numero di barman impegnati nella sperimentazione di nuove ricette a base di Vermentino, Roero Arneis o Traminer. E qui ti diamo qualche dritta e una ricetta.

rias spritz ricettaPERCHÉ USARE IL BIANCO FERMO NEI COCKTAIL
Intanto, perché i vini bianchi italiani possono regalare aromi originali ai  vostri drink. “Il vino fermo conferisce ai cocktail sapori e sentori inediti”, rimarca Emilio Rocchino titolare di Spirits Boutique a Olbia e Cagliari che con il suo team, sta sviluppando una selezione di cocktail a ridotto tenore alcolico a base di vino sardo bianco e rosso. Ma non basta: conviene dal punto di vista economico. “In Italia una valida bottiglia di vino bianco fermo per la miscelazione si aggira sui 5/6 euro, ovvero molto meno di qualunque distillato. Di conseguenza, usare un bianco fermo come ingrediente permette di ridurre il drink cost e di alzare i margini di guadagno. Non è tutti: i drink con il vino sono più leggeri e spesso i clienti ne bevono anche due o tre”, evidenzia Simone Baggio, titolare di Alchimista a Castelfranco Veneto che ha interpretato in chiave friuliana il French 75 e il New York Sour con i vini della cantina Pitars. Ma quali tipi di vini fermi bianchi usare? Non ci sono regole. “Esclusi i pregiati, più che altro per ragioni di drink cost, con il bianco si può spaziare. Ideali, comunque, sono quei vini profumati e un po’ aromatici”, chiarisce Baggio.

COME USARE I VINI BIANCHI
La strada è ancora tutta da percorrere e le opportunità da scoprire ancora tante. Qualche spunto? Un’idea è quella di utilizzarli come ingrediente dopo averli aromatizzati. “Per esempio, se mettiamo in un mixing glass del vino bianco fermo insieme a miele, whisky, delle spezie e un liquore abbiamo creato qualche anno fa una sorta di rivisitazione del vermouth”, osserva Flavio Angiolillo. Che al suo Mag prepara un drink con vino bianco, caffè, amaro di Farmily, scotch whisky e vermouth. Ma i vini fermi bianchi si possono anche sperimentare in purezza come ingredienti per drink originali e, magari, dal forte connotato locale. Come il Rias Spritz realizzato allo Spirits Boutique di Cagliari.

GLI ERRORI DA EVITARE
1) Improvvisare: è essenziale conoscere la materia prima
2) Spiazzare il cliente: la ricerca è il motore dell’evoluzione, ma deve essere concreta e in linea con i gusti del vostro ospite

PERCHÉ CREARE DEI COCKTAIL USANDO IL VINO
1) Riducono considerevolmente il drink cost
2) Hanno una bassa gradazione alcolica (e quindi trainano i consumi perché sono come le ciliegie, uno tira l’altro)
3) Sono uno strumento per evitare di sprecare le bottiglie aperte

 

Rias Spritz è un drink beverino e semplice da proporre in alternativa al classico mix di Prosecco tagliato con un bitter.

rias spritz ricettaMarco Ghiani, bartender dello Spirits Boutique di Cagliari (leggi qui il nostro articolo sul locale) ha creato questa ricetta per valorizzare il vermentino Rias e omaggiare la sua regione. Che va oltre il mix di Prosecco con Aperol/Campari/Select/Cynar…

Rias Spritz ricetta

Rias Spritz, la ricetta

Tecnica:
Build

tenute greguIngredienti:
22,5 ml Vermentino Rias o Selenu di Tenute Gregu
22,5 ml Liquore Sambuca Quaglia

22,5 ml Vermouth Macchia Bianco Maestrale
Top di soda
Garnish:
Foglia di alloro

 

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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