HomeBirraLa birra analcolica di maggior qualità

La birra analcolica di maggior qualità

La migliore birra analcolica? Quella che costa di meno!

Quando vogliamo acquistare una birra o in generale, un qualsiasi altro prodotto, ci aspettiamo che, inevitabilmente, più sale il prezzo di vendita al dettaglio più si elevi il livello qualitativo dell’oggetto dei nostri desideri: una regola che è sempre valida, ma con alcune eccezioni.

In Svizzera, infatti, un gruppo di ricercatori ha fatto assaggiare alla cieca ad alcuni volontari, di età compresa fra i 19 e i 41 anni, 12 birre analcoliche  scoprendo che la migliore era proprio la più economica, venduta in una nota catena della grande distribuzione presente anche in Italia.

Prima di scoprire di quale referenza si tratti, vogliamo sottolineare come quello della birra senza alcol, con ogni probabilità, secondo numerosi addetti ai lavori, sarà uno dei settori dell’universo dell’antica bevanda destinato a crescere maggiormente nei prossimi anni: lo dimostrano diverse statistiche e non solo dato che un numero in costante aumento di birrifici sia artigianali che industriali ha lanciato sul mercato la propria versione di questa tipologia brassicola.

Per quanto riguarda il palcoscenico internazionale infatti, dopo che per diversi anni   ha suscitato l’interesse solo dei big del settore, la bevanda ha iniziato a diffondersi anche fra i piccoli produttori sia europei che americani: la medesima evoluzione è in atto anche in Italia, seppur ancora molto lentamente.

Lo dimostra il fatto che, all’importante fiera di settore ‘Beer & food attraction’ svoltasi lo scorso mese di febbraio a Rimini, erano presenti quattro produttori nostrani con altrettante birre analcoliche: questa, senza dubbio, è stata una delle novità che ha suscitato il maggiore interesse durante tutta la manifestazione.

Proprio nel corso di questo appuntamento fieristico è stato sottolineato come le prospettive per il mercato italiano arrivino ad ipotizzare un indotto di circa 12 mld di euro nel 2025 per i prodotti brassati analcolici: un traguardo che potrebbe essere effettivamente raggiunto dato che i consumi di questa tipologia di bevanda, in Italia, nell’ultimo anno, sono cresciuti dell’8%.

Secondo una ricerca pubblicata dall’istituto di statistica Global Market Insights, inoltre, il mercato delle birre analcoliche a livello mondiale è destinato a crescere notevolmente nei prossimi anni, fino a raggiungere, nel 2026, il valore di 29 miliardi con una crescita annua prevista del 7,5%.

birra

Tra i principali motivi che incentiverebbero i consumatori ad un maggiore acquisto   di questa tipologia di bevanda ci sarebbero la maggiore disponibilità economica nei Paesi in via di sviluppo ed una crescente domanda di birre più leggere sia per quanto riguarda il contenuto alcolico che quello calorico: a questo si aggiunge il desiderio di un’alternativa in contesti sociali nei quali si evita l’alcool per motivi religiosi.

Nel corso della realizzazione di questa particolare tipologia di birra, infine, vengono adottate alcune tecniche specifiche, come ad esempio la preparazione di un mosto con un contenuto assai limitato di zuccheri: proprio per questa ragione, tutte le birre analcoliche necessitano di essere aromatizzate con alcuni ingredienti extra che sono indispensabili per dare un aroma intenso e gradevole al prodotto finale.

Per ottenere questo risultato, in Italia, ad esempio, si utilizzano il basilico, il limone, alcune infusioni di frutti di bosco o tropicali, il caffè oppure diverse botaniche come la genziana, il coriandolo e la cannabis. Un altro metodo davvero molto interessante con il quale raggiungere tale obiettivo è quello che arriva dalla Spagna.

Un team di scienziati dell’Università di Valladolid, infatti, è riuscito ad aromatizzare una birra analcolica usando una tecnica normalmente impiegata per la realizzazione dei profumi: si tratta del procedimento della pervaporazione. Nel caso specifico, gli studiosi hanno utilizzato una membrana sempipermeabile.

Questa ha consentito di separare due parti di birra alcolica: una  liquida, nella quale è trattenuto l’alcol e un’altra gassosa che incamera i componenti aromatici. La parte gassosa, quindi, è stata condensata e tutti aromi estratti aggiunti alla birra analcolica che presenta una gradazione dello 0,0%.

Tornando quindi al test, ideato dalla rivista dei consumatori svizzeri K-Tipp, questo aveva come obiettivo quello d’individuare il miglior prodotto brassicolo senza alcol per quanto riguarda il profilo aromatico: i risultati hanno sorpreso i promotori dato che tutte le birre proposte sono state apprezzate e solo due si sono distinte, una in positivo e l’altra in negativo.

La “Schützengarten Alkoholfrei”, prodotta a San Gallo, è stata l’unica a ricevere una valutazione complessiva insoddisfacente: gli assaggiatori, infatti, l’hanno giudicata “stantia e acquosa” e hanno notato un intenso e sgradevole retrogusto di burro e verdure.

La migliore, invece, è stata la Finkbräu che è prodotta in Germania e viene venduta anche in Italia dalla medesima catena di discount: l’aspetto più curioso, secondo gli ideatori del test, è stato proprio il fatto che si trattava della birra più economica tra tutte quelle fatte provare.

Finkbräu birra analcolica

Le persone che l’hanno assaggiata ne hanno apprezzato il sapore rinfrescante e un piacevole gusto di luppolo, di lievito e di pane. Un altro aspetto emerso dalla ricerca è il fatto che nessuno dei membri della giuria ha capito di aver consumato delle birre analcoliche e c’è addirittura chi (3 tester) ha dichiarato di sentirsi un po’ euforico.

Una prova, quella svolta oltralpe, che mette quindi in risalto come l’abilità dei mastri birrai di tutto il mondo stia facendo in modo che, per quanto riguarda gli aromi ed i sapori, le birre analcoliche assomiglino sempre di più a quelle tradizionali: questo uno dei motivi principali per il quale, come previsto dagli addetti ai lavori, il mercato della tipologia brassicola in questione, con ogni probabilità, crescerà sempre più rapidamente nei prossimi anni.

CONTINUA A LEGGERE

SCOPRI NUOVI FORNITORI DI BIRRA

Redazione ApeTime
Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
ApeTime è un sistema di portali digitali e profili social dedicati a Bar, Ristoranti e Hotel che propongono Cocktail, Aperitivi, Food, Beverage, Hospitality e a tutte le aziende fornitrici del settore Ho.Re.Ca.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Dolce Salato