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Argentina e l’alta qualità dei suoi vini

Secondo appuntamento della rubrica dedicato ai prodotti tradizionali dell’Argentina: nella scorsa puntata abbiamo parlato delle ‘alojas’, le bevande fermentate ottenute dai frutti dell’albero ‘molle de beber’ (‘molle da bere’) e dell’ ‘api’, un prodotto che si ottiene dalla lavorazione dei grani del mais.

Nelle ultime righe del precedente articolo accennavamo all’alta qualità dei vini che vengono prodotti sul territorio argentino che presenta la più ampia superfice viticola di tutto il continente. Il vino più celebre è il Malbec di Mendoza: il vitigno, di origine francese e importato qui nel 1868 dall’agronomo Michel Pouget, ha infatti trovato il proprio habitat ideale nel calore degli altopiani sudamericani.

Questa tipologia di uva consente di produrre un vino rosso molto scuro (motivo per cui gli inglesi lo chiamano ‘black wine’, ovvero ‘vino nero’) piuttosto tannico (quindi caratterizzato da un elevato grado di secchezza) e molto aromatico: presenta note di spezie, frutta secca, uva spina nera prugne.

In Argentina è il prodotto vinicolo nazionale, il cui aroma deciso lo rende ideale per accompagnare l’asado, il piatto tipico a base di carne preparata mediante una lenta cottura sulla brace. Malbec che però qui non è l’unica bevanda tradizionale che si ottiene dalla coltivazione della vite: ve ne sono infatti altre.

Argentina vino Malbec

Una di queste è l’arrope de uva, una specialità preparata con il mosto d’uva: nota anche come sciroppo di vino, miele d’uva oppure succo d’uva concentrato è tipica soprattutto delle province nord-occidentali dell’Argentina dove vi sono le migliori condizioni climatiche per la coltivazione dei vitigni.

Questo prodotto, che si presenta molto denso e viscoso, si ottiene mediante la lenta cottura del mosto che permette di ottenere una bevanda dolce la quale si conserva per diverso tempo. Per prepararla i grappoli vengono raccolti a primavera avanzata:  questo consente di ottenere un livello di zuccheri più alto e dunque una gradazione alcolica maggiore.

Dopo la raccolta, il mosto è mescolato in un grande recipiente con ceneri di vigna, foglie sminuzzate e latte: si lascia quindi questo composto a riposare per una notte intera, finché un liquido trasparente non compare in superficie. Il prodotto ottenuto  viene cotto in un tegame finché non acquisisce un colore dorato e una consistenza viscosa, simile a quella del miele.

Una volta raffreddato, l’arrope de uva ormai pronto è versato in bottiglie di vetro o in barattoli di terracotta e viene riposto in un luogo asciutto. Lo sciroppo d’uva può essere consumato da solo o come accompagnamento di una vasta gamma di dolci, in modo particolare la torta tradizionale a base di grano cotto, cannella e agrumi conosciuta come ‘torta de trilla’.

E’ diffusa inoltre l’abitudine di far bollire nello sciroppo una patata dolce tagliata a pezzetti, oppure una zucca, delle albicocche o altra frutta: si serve spesso anche con il ‘calabazat’, ovvero un piatto locale tipico delle regioni settentrionali preparato con mela cotogna, melone, patate dolci e lime.

Oltre ad essere una bevanda molto apprezzata anche al di fuori dei confini argentini, questo sciroppo ha proprietà antinfiammatorie e antiossidanti: non contiene inoltre nessun additivo chimico e viene usato da molti come sostituto dello zucchero e dei dolcificanti.

Oggi il consumo è ancora diffuso in numerosi piccoli centri abitati e la produzione è prevalentemente di tipo casalingo: in casi eccezionali questo prodotto è disponibile in vendita grazie ai venditori ambulanti in occasione di alcune fiere locali su tutto il territorio nazionale.

argentina liquore

Un’altra bevanda assai diffusa è il liquore di yatay che si ricava dai frutti della palma Butia yatay. Il prodotto è tipico dell’Argentina, territorio d’origine, come l’Uruguay, delle piante da frutto che sono indispensabili per la sua preparazione: queste infatti crescono spontaneamente su entrambe le sponde del Rio Uruguay che attraversa entrambi i Paesi.

I frutti si raccolgono ad inizio primavera quando iniziano a maturare e cadono dagli alberi. Il primo passaggio prevede che vengano appesi in un luogo ombreggiato per rallentare la fermentazione, dopodiché si lavano e si mettono a macerare nell’alcool per un anno.

Il processo prosegue con la preparazione di uno sciroppo che viene ricavato facendo bollire a fuoco basso acqua e zucchero: una volta completata la cottura, il liquido è lasciato riposare per otto ore e, successivamente, deve essere mescolato con i frutti di Butia yatay e dell’alcool. Una volta effettuato quest’ultimo passaggio il liquore è pronto per essere degustato.

Argentina che quindi presenta una grande varietà di bevande tradizionali che sono realizzate da secoli: questo grazie alle diverse aree climatiche del suo territorio che consentono la coltivazione di diverse materie prime, come la vite, la carruba ed il mais, alle quali si uniscono quelle di arbusti tipici esclusivamente del Sud America come l’albero ‘molle da bere’.

Due tappe del viaggio che ben illustrano quanto sia sconfinata e tutta da scoprire l’offerta di prodotti tipici nei vari Paesi del mondo e come questi costituiscano una parte davvero importante nella cultura e nella storia delle diverse popolazioni che vivono in ogni angolo del pianeta.

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Nicola Prati
Nicola Prati
Classe 1981. Subito dopo la maturità classica, inizia a collaborare con la ‘Gazzetta di Parma’ (2000): una collaborazione giornalistica che durerà otto anni. Contemporaneamente, dal 2005 al 2008, fa parte dell’ufficio stampa del Gran Rugby Parma. Successivamente, fra le altre esperienze lavorative, quella nell’ufficio comunicazione interna di Cariparma Credit Agricole e nella direzione relazioni esterne del gruppo Barilla. Le sue due più grandi passioni sono tutti gli sport e la musica. A queste, si aggiungono la lettura, i viaggi e la cucina. Collabora con ApeTime da gennaio 2021.

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