HomeEditorialeOcchio agli scontri di Roma, possibili apripista di guerriglia urbana

Occhio agli scontri di Roma, possibili apripista di guerriglia urbana

Attenzione a non sottovalutare gli scontri di Roma. Davanti a Montecitorio non sono scesi in piazza soggetti dediti alla violenza appartenenti a movimenti ultras o a gruppi criminali, ma italiani disperati che chiedono solo di lavorare. E possono essere la miccia

Al principio, non volevamo commentare la manifestazione del 6 aprile a Roma organizzata da M.I.O. e sostenuta da diversi movimenti, balzata alla cronaca per gli scontri tra cittadini e poliziotti. Ma abbiamo cambiato idea. E per più di un motivo. Ecco le nostre osservazioni

ph. Nicole Cavazzuti

pensiero 1

Primo, temiamo che gli scontri avvenuti davanti a Montecitorio tra polizia e manifestanti diventeranno sempre più frequenti e focosi in assenza di risposte certe, chiare e precise in merito alla riapertura di bar e ristoranti (e di tutte le altre attività costrette alla chiusura da mesi, dai teatri alle palestre).
Iniziano a esserci troppe famiglie disperate che non sanno più come arrivare a fine mese. Se non si permette agli italiani di lavorare sarà inevitabile un contrasto acceso tra chi chiede solo di poter riaprire la propria attività e chi invece per lavoro deve scongiurare ogni forma di guerriglia. Una prospettiva quanto mai pericolosa. Caro Draghi, tenga presenta.

pensiero 2

Secondo, è interessante osservare che la stessa polizia -dopo gli scontri in cui sono rimasti feriti due poliziotti- ha diffuso un inaspettato comunicato stampa in cui prima ancora di sostenere che la violenza è sempre da censurare, afferma solidarietà per i cittadini. LEGGI QUI TUTTO IL COMUNICATO (CLICCA)
Tra le altre cose, si puntualizza: “Gestire questa situazione non più emergenziale, considerato che prosegue da oltre un anno, da una prospettiva scollata dalla realtà di chi invece non riesce più a tenere in piedi la propria esistenza costruita magari dopo una vita di lavoro, significa sottovalutare pericoli seri e reali per la sicurezza interna del paese”. Non possiamo che essere d’accordo con quest’affermazione.

pensiero 3

Terzo, osserviamo che molti giornali tentano di screditare significato e portata della protesta dei ristoratori e commercianti distogliendo l’attenzione da ciò che conta (la disperazione ed esasperazione di chi non arriva a fine mese compresa persino dalla polizia) per spostarla su aneddoti populisti, di facile presa. Per esempio, marcando la presenza di persone senza mascherina. O insinuando che a partecipare al sit-in fossero quasi solo le teste calde dei movimenti più estremisti. O accendendo i riflettori su Ermes Ferrari, ristoratore modenese arrivato a Roma per protestare davanti a Montecitorio vestito come Jake Angeli. Tre modi diversi per bollare la manifestazione come borderline. Ma attenzione: a Roma non sono scesi in piazza soggetti dediti alla violenza appartenenti a movimenti ultras o a gruppi criminali. Sono scesi italiani disperati che chiedono solo di lavorare.

 

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Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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