HomeCuriositàSex on the beach, Pornstar Martini, Orgasmo: i nomi dei cocktail "porno"

Sex on the beach, Pornstar Martini, Orgasmo: i nomi dei cocktail “porno”

Il nome è molto spesso importante per il successo di un cocktail. In generale deve essere breve e facile da ricordare, in molti casi è legato alla storia di quel drink o a una storia a esso legata. A volte è studiato appositamente per attirare l’attenzione dei clienti…

E’ il caso, ad esempio, dei cocktail dai nomi che alludono più o meno esplicitamente al sesso. Si tratta per lo più di ricette nate negli anni ’80, quando – anche in miscelazione – l’apparenza contava più della sostanza. E nessuno si scandalizzava più di fronte a nomi come Sex on the beach, Pornstar Martini o Orgasmo.

Vediamo allora perché questi tre cocktail hanno nomi così… sexy.

Sex on the beach

Sex on the Beach

Indubbiamente “sesso sulla spiaggia” è un nome accattivante per uno dei cocktail simbolo degli Anni ’80, a dire il vero ricordati (insieme con il decennio precedente) come “gli anni bui della mixology”. In quel periodo, negli Stati Uniti, divennero popolari i “peach schnapp”, liquori alla pesca usati anche in miscelazione.

Nel 1987 un distributore di alcolici, National Distribution, lanciò a Fort Lauderdale in Florida un concorso che premiava il bartender in grado di vendere il maggior numero di peach schnapp durante lo Spring Break (la settimana di vacanze scolastiche primaverili) utilizzandoli in un cocktail originale. Vinse Ted Pizio, il cui drink (che al liquore di pesca miscelava vodka, succo d’arancia e succo di cranberry) ottenne un grande successo. Pizio lo chiamò Sex on the Beach in omaggio a quelli che riteneva – non a torto – essere i motivi che attraggono i giovani in Florida per lo Spring Break: il sesso e le spiagge.

Pornstar Martini

Pornstar Martini

Questo cocktail è stato creato nel 2002 da Douglas Ankrah, proprietario del Lab e del Townhouse di Londra: l’idea di miscelare vodka alla vaniglia, frutto della passione e champagne gli venne durante un viaggio in Sud Africa mentre si trovava al Mavericks Gentlemen’s Club, locale di strip tease a Città del Capo. Ispirato da questo night club per soli uomini, Ankrah volle dare vita a un drink che contribuisse a rendere l’atmosfera dei bar più “audace, sexy e giocosa”.

All’inizio il cocktail fu battezzato Maverick Martini, in onore del locale in cui era stato concepito. Ma Ankrah, abile uomo d’affari (nato in Ghana e cresciuto in Inghilterra, è stato uno degli imprenditori più noti e influenti della scena dei locali londinesi, fino alla sua morte nel a soli 51 anni), pensò successivamente di sostituire la parola Maverick con Pornstar, certamente più indicata per attrarre la curiosità del pubblico. Per quanto riguarda Martini, fa riferimento semplicemente al fatto che il drink si serve in una coppetta Martini: le analogie con il celebre Martini cocktail si fermano qui.

Insomma, il nome del Pornstar Martini è frutto di una “furbata” a scopo di marketing. E ha funzionato: in pochi anni la denominazione di questo cocktail ha ottenuto una fama planetaria, superiore a quella della sua ricetta, tanto che molti locali ne propongono versioni interpretate in maniera più o meno fantasiosa.

Orgasmo

Orgasmo

Le origini dell’Orgasmo, nonostante siano relativamente recenti, sono sconosciute. Peraltro, i ricettari degli anni ’80 ci presentano diversi cocktail che portano questo nome, ma che hanno storie diverse, nati dall’estro di diversi bartender. Anche se, in linea generale, è possibile individuare un punto comune a tutti (o almeno a gran parte) nella presenza di liquore alle nocciole e Baileys.

Però ci piace credere almeno un po’ alla leggenda per la quale, in una imprecisata sera degli anni ’70 o ’80, nel bar Flying Elk (in un’altrettanto imprecisata cittadina della Florida), un’annoiata signora ordinò questo drink al barman, il quale la sentì poi ansimare dopo averlo bevuto. Comunque sia, l’Orgasmo raggiunse in breve tempo una tale popolarità, anche in Italia, da essere menzionato nel mitico film “Cocktail” con Tom Cruise del 1988 e da essere inserito nella lista dei cocktail ufficiali Iba nel 2004, sia pure fugacemente (sparì gia nella successiva lista, datata 2011).

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Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

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