HomeCronacaSomministrazione in dehor: idee e bilancio della prima settimana

Somministrazione in dehor: idee e bilancio della prima settimana

Somministrazione in dehor.
Prima di lanciarvi uno spunto, due parole sulla prima settimana di zona gialla a Milano. In estrema sintesi, il bilancio è discreto. Che la gente abbia voglia di uscire è indubbio, che il tempo non abbia aiutato anche. E che i bar siano stati più gettonati dei ristoranti (eccezioni a parte) pure. “Le persone hanno mangiato per mesi, adesso hanno voglia di socializzare più che di sedersi al ristorante. Senza sottovalutare che in tanti hanno meno disponibilità economica”, commenta Marco Dongi, bartender del Barrel Fish Bar di Milano.

Lo sappiamo: la somministrazione in dehor ha dei limiti. Fisici. Pratici. Funzionali. Ma…
L’inventiva a noi italiani non manca. Guardate la foto di apertura di questo pezzo: è la tipica espressione della nostra capacità di adattamento. Una grande risorsa!

A Bologna, Torino e Vicenza -tanto per citare tre città in tre regioni diverse- i portici sono parte integrante dell’architettura urbana. Se piove, ci si protegge lì.
A Milano e Firenze, per dirne due, decisamente meno.
E allora, inventatevi qualcosa per contenere il problema della pioggia!
Visto che le previsioni del tempo al Nord non sono rosee, prendete spunto da questa foto con gli ombrelli invece degli ombrelloni per garantirvi anche con il mal tempo la somministrazione in dehor.

Lunedì 26 aprile 2021 a Ferrara la pioggia non ha fermato i clienti dell’Apelle accorsi numerosi nella prima giornata di apertura del locale

IL NOSTRO INVITO IN TEMA SOMMINISTRAZIONE IN DEHOR

Bagnarci come pulcini sotto il temporale, no.
Ma molti di noi clienti saremmo disposti a prendere qualche goccia d’acqua pur di goderci finalmente un bicchiere fuori casa in compagnia. Possono bastare piccoli accorgimenti, a volte, per rendere agibile il dehor anche sotto la pioggia.

 

BARTENDER

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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