HomeCronacaA Bolzano debutta il Corona-Pass. Ecco come funziona

A Bolzano debutta il Corona-Pass. Ecco come funziona

Il Corona-Pass debutta in provincia di Bolzano. Dà diritto, tra le altre cose, a consumare i pasti anche all’interno di bar, pizzerie e ristoranti. Ecco tutto quelli che devi sapere

L’Alto Adige sfrutta l’autonomia e diventa il primo territorio dell’Unione Europea a istituire un Corona-Pass. “Da lunedì 26 aprile nel capoluogo e in 90 altri comuni altoatesini sono stati allestiti centri per effettuare gratuitamente il tampone”, spiega Simone Lutz, titolare del Black Sheep di Bolzano.

corona-passCome funziona il Corona-Pass
Possono averlo le persone testate, vaccinate e guarite. Sull’agenzia Ansa si legge: i testati con test molecolari, antigenici o nasali riceveranno il risultato via mail in 15 minuti. I vaccinati con ciclo completo (una dose in caso di Johnson&Johnson che proprio in queste ore sta arrivando in Alto Adige) riceveranno un attestato direttamente dal centro vaccinale. I guariti dal coronavirus dovranno richiedere un certificato di guarigione. Il tampone negativo consente l’accesso per massimo 72 ore dalla mezzanotte successiva all’effettuazione del test.
Ad affiancare il Corona-Pass è la campagna Testiamoci che permette di effettuare test nasali fai da te gratuiti.

Le Corona-Pass Areas
Con il Corona-Pass si può entrare in bar e ristoranti (fino alle ore 22 quando scatta il coprifuoco), in teatri, assistere ai concerti al chiuso e nei cinema (prenotazione e occupazione del 50% dei posti), a prove ed esibizioni di cori e bande musicali (massimo 15 persone), musei, mostre. Non solo, si possono praticare sport di squadra e di contatto, frequentare piscine all’aperto (dal 15 maggio), palestre, centri fitness, piscine coperte e centri sportivi (dal 1 giugno), fiere, convegni e congressi (dall’1 luglio) e strutture ricettive (check-in solo con Corona-Pass).
Insomma, per andare in Alto Adige in vacanza ora serve il Corona-Pass.

 

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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