Home Cocktail bar in 60 secondi Alessandra Traina: parliamo di bar e assembramenti

Alessandra Traina: parliamo di bar e assembramenti

Alessandra Traina è mamma di Paola Varesano, titolare da ottobre 2020 del bar Food and Music di Borgaro Torinese. Multato per 280 euro e chiuso per cinque giorni a causa di un assembramento a pochi metri dal dehor, il locale ha fatto parlare di sé. Ma la mamma di più… Ecco perché

Qui la versione di Alessandra Traina in merito ai fatti che l’hanno vista protagonista delle pagine di cronaca dei giornali locali in questi giorni

LA CRONACA

Due giorni fa i carabinieri hanno fermato alle 18 quattro clienti (con figli a seguito) usciti dal locale ormai chiuso, che stavano chiacchierando poco lontano dal dehor. Quando gli agenti hanno chiesto loro i documenti accusandoli di fare assembramento, Alessandra Traina è uscita per capire cosa stessa accadendo. “I clienti avevano pagato da poco. Il locale era già chiuso a chiave ormai”, ricorda. “I carabinieri, nel vedermi, mi hanno chiesto chi fossi e intimato di mostrare i documenti, dicendo che volevano entrare nel bar per compilare la denuncia per assembramento. Ora, non solo in quel momento non gli ho permesso di entrare perché mia figlia aveva già chiuso, ma io non avevo con me né patente né carta d’identità. Così sono finita ammanettata in questura e mi sono beccata una denuncia per resistenza al pubblico ufficiale”.

L’OSSERVAZIONE

Alessandra è arrabbiata. E triste. “Sia chiaro. A me quello che preoccupa è che possano togliere la licenza a mia figlia, che non solo ha già una bambina ma è anche incinta”, puntualizza. Poi aggiunge: “Le regole vanno rispettate ma sarebbe opportuno mantenere una certa flessibilità. Se alle 18 vedi 4 persone davanti a un locale, credo sarebbe meglio chiedere loro di andarsene. Se poi, dopo 10 minuti, li trovassi ancora lì allora avresti tutto il diritto di chiedere loro i documenti. Diversamente, trovo che sia una misura eccessiva”.

LA CONCLUSIONE DELLA VICENDA

Alessandra Traina è finita sulle pagine di cronaca dei giornali locali nonché sul Tg3 Regionale dipinta come una criminale. “Mi hanno trattata come una delinquente, sia i carabinieri che la stampa. Mi hanno ammanettata, condotta in questura e denunciata per resistenza al pubblico ufficiale. Quando in realtà ci sono un sacco di testimoni che possono confermare che io non mi sono mai ribellata. Io sto dalla parte di mia figlia, titolare del bar Food and music. Per farla breve, questa vicenda si è conclusa il giorno dopo. Il 21 dicembre. Nel pomeriggio, si sono presentati dieci carabinieri da mia figlia. Le hanno fatto una multa di €280 e imposto la chiusura del locale per 5 giorni, ritenendola responsabile di quello che definivano assembramento del giorno prima.
Al di là della misura adottata, ho trovato riprovevole che fossero ben 10 i carabinieri a presentarsi nel locale di mia figlia. Non era necessario un dispiegamento di forze dell’ordine così importante. Mettetevi nei panni di una donna, per di più incinta, che si trova in una situazione del genere. Va in panico. E infatti mi ha chiamata subito”. Le sue intenzioni? “Paola pagherà la multa anche se non si ritiene responsabile. Lo farà perché non vuole avere ulteriori problemi. Condivido la sua scelta. Ma siamo amareggiate”.

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Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di Food & Beverage, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, ha una rubrica settimanale sul quotidiano freepress Leggo (Drink and Club) e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it. Scrive articoli, realizza video e foto ed è invitata spesso come giudice nei concorsi di bartending. Da novembre 2019 è la responsabile del magazine di ApeTime.

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