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Alla scoperta di Monte delle Vigne

 

“Ogni bottiglia ha lo spirito e l’anima di chi la produce” parla il fondatore di Monte delle Vigne, Andrea Ferrari. L’abbiamo incontrato al Vinitaly 2019 e ci ha raccontato la genesi di bottiglie speciali: come Nabucco e Callas. Ad intervistarlo, il nostro Stefano Schianchi di ApeTime, che gli ha chiesto di come nasce la passione per il vino.

Monte delle Vigne nasce nel 1983, anno di fondazione, l’anno in cui ho pensato che dalla vendita dovevo tornare ai campi, perché io sono un “farmer inside” nato in mezzo ai campi, i miei nonni avevano un’azienda agricola, quindi sono nato lì ed è stato un richiamo. Per cui la passione è nata da lì, il fatto di proporre il vino, il fatto di sentire l’esigenza di diventare un produttore di vino, per proporre qualcosa di estremamente personale, perché il vino è qualcosa di molto personale, nella bottiglia generalmente c’è lo spirito e l’anima del produttore. Da allora mi sono dedicato soprattutto alla natura, al fatto di interpretare quel grande terroir nel quale avevo cominciato a mettere vigneti”.

Un’azienda in espansione, con nuovi traguardi.

“Oggi Monte delle Vigne ha trovato la sua dimensione. – spiega Andrea Ferrari – Sono arrivato ad avere personalmente 20 ettari, e poi nel 2003 ho coinvolto un industriale parmigiano, che si chiama Paolo Pizzarotti, il quale aveva un podere adiacente al mio, che per me rappresentava la naturale espansione di Monte delle Vigne, quindi nel 2003 abbiamo unito le forze e in quel terreno ho piantato 40 nuovi ettari di vigneto. Abbiamo fatto una nuova cantina, che fosse in grado di accogliere e di mantenere tutta la qualità che facciamo in campo e quindi oggi Monte delle Vigne è un’azienda di 60 ettari con una dimensione internazionale”

Ricordi in bottiglia

“La cosa che mi ricordo sempre con grande amore, con grande affetto, è quando è nato Nabucco, è nato nel ’92, è stata una rivoluzione parmigiana, è stato il primo rosso fermo fatto a Parma, è stata una mia intuizione è stata la volontà di fare a Parma un prodotto che potesse stare sulle grandi carte dei vini internazionali. Anno dopo anno è cresciuto ed è diventato il portabandiera di Monte delle Vigne, il vero simbolo. Un’altra cosa che ricordo con molto affetto è Callas, perché dopo un rosso ci voleva un bianco ed è una malvasia, è quel bianco che nasce e che ha le radici nel territorio di Parma”. Callas nel 2015 ha ottenuto i 3 bicchieri Gambero rosso, mai un vino a Parma aveva toccato un livello di questo tipo.

“Torniamo all’antico, sarà un progresso” diceva Giuseppe Verdi. L’esperienza del lambrusco I Salici

“Un’altra cosa che ricordo, è questo lambrusco che si chiama i salici, è un ritornare alle origini del lambrusco, è un vino biologico perché Monte delle Vigne è un’azienda interamente biologica. L’ho chiamato Salici perché un tempo le viti si legavano con il rametto di salice, che veniva tagliato in autunno, in inverno restava immerso nell’acqua per renderlo morbido e pieghevole, e alla fine si usavano sia per legare la pianta al palo sia il capofrutto al filo. Con quello che sappiamo oggi siamo riusciti a ottenere un lambrusco estremamente naturale, biologico, fermentazione naturale in bottiglia, ma che ha un’espressività straordinaria, una pulizia straordinaria, che un tempo forse non si riusciva a raggiungere. Per questo vino gli inglesi impazziscono”.

Enrico Gotti
Editor ApeTime, giornalista, appassionato di videomaking e di cultura gastronomica.

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