HomeCronacaDopo il Covid, ora la guerra svuota i bar. Il video servizio

Dopo il Covid, ora la guerra svuota i bar. Il video servizio

Da Milano a Firenze, i bar fanno fatica. Colpa della guerra. E, certo, ci sono delle eccezioni. Ma, in generale, lo scenario è difficile in tutta Italia.

guerraDopo oltre due anni dalla scoppio della pandemia, i bar sono ancora quasi deserti a colazione. E il Covid non c’entra, questa volta. O meglio, non del tutto. A influenzare i consumi è soprattutto la guerra della Russia contro l’Ucraina. Risultato? I bar si animano (un po’) durante l’ora di pranzo e a Milano nella fascia dell’aperitivo. Stop. Poi, durante la settimana, la mattina sono quasi deserti e la sera si svuotano prima del solito.
guerra“Al di là di un cambio generale di abitudini in ambito fuori casa, dovuto allo smart working, al perdurare delle restrizioni imposte per contenere la pandemia e al lungo coprifuoco che abbiamo subito lo scorso anno, adesso per il mondo dei locali si aggiunge un ulteriore problema. La guerra. Che a molti fa paura  Sia da un punto di vista psicologico che da un punto di vista economico. E che ad altrettanti deprime, togliendo la voglia di uscire”, osserva Elisa Randi, bar manager del Rivoire di Firenze.
guerraDal capoluogo toscano a quello lombardo: il titolare del Geru Milano Cafè sbotta: “È disarmante, a dirla tutta. Da quando è scoppiata la guerra sono diminuiti il traffico di auto per le strade e le persone in giro. Quindi calano i guadagni. E come se non bastasse, stanno aumentando le spese per le materie prime e per i costi fissi di gestione, a partire dalla luce”. Guarda il video servizio, clicca.
E poi conclude: “Dopo un gennaio pessimo e un inizio febbraio difficile, stavamo iniziando a rivedere la luce. E invece… no. Non è ancora finita. Anzi, sarà tosta. Detto questo, non mi abbatto”.
Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Dolce Salato

[adrotate group="2"]