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Il Granchio blu arriva sui banchi della Grande distribuzione organizzata

Continua il mormorio intorno alle problematiche date dal granchio blu, ma ora fa notizia l’arrivo del crostaceo anche sui banchi della Grande distribuzione organizzata.

Il granchio blu, emergenza ambientale dell’estate, è sempre più protagonista sulle tavole e in cucina, se ne parla da quando alcuni chef veneti hanno ideato dei menu imperniati sull’uso di questo granchio, ma ora si fa un altro passo da gigante con l’arrivo del crostaceo anche sui banchi della Grande distribuzione organizzata (Pam, Panorama, Conad, Unicoop, ed Despar sono i principali marchi che stanno sperimentando il commercio dei Granchi blu) con prezzi che variano tra i 5 e i €15 al kg, ma stanno salendo a testimonianza di un crescente interesse verso il prodotto.

Per chi non ne fosse a conoscenza, il Granchio blu è un crostaceo di provenienza Atlantica che negli ultimi anni, ma in particolare negli ultimi mesi, si è riprodotto in maniera incontrollata nei nostri mari causando danni all’ecosistema e anche alle filiere della pesca.

Si tratta di un granchio commestibile e anche discretamente buono, sottolinea chi ha scelto di immettere in commercio di questa specie; proporlo in vendita è stato anche un venire incontro ai pescatori, spesso messi in difficoltà dallo stesso granchio il cui sviluppo ha ridotto sensibilmente il pescato.

Il gusto del granchio blu è simile a quello dell’astice, ma a costi nettamente inferiori; sembra insomma stia diventando la storia di una specie invasiva che diventa risorsa, magra consolazione che non mette al riparo dal danno ambientale. Le zone di pesca attuale sono principalmente le zone lagunari (Orbetello e del Delta del Po in primis), i crostacei sono soggetti a tutti i controlli sanitari del settore alimentare, ma c’è chi avanza dubbi come la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda, che ha presentato un’interrogazione per ottenere garanzie dalla Regione Veneto.

«Vongole e mitili sono ritenuti accumulatori di sostanze inquinanti – si legge nel testo dell’interrogazione – Considerato che il granchio blu è un noto predatore di vongole, molluschi bivalvi soggetti agli effetti dell’accumulo di sostanze inquinanti, vi è il fondato rischio che esso diventi a sua volta veicolo di sostanze nocive alla salute dell’uomo. Soprattutto tenendo conto che il granchio preda anche in aree non classificate come aree di allevamento, quindi non soggette a controlli sulla base di specifici parametri». Insomma siamo agli albori di una nuova filiera di  pesca, nei prossimi mesi certamente il commercio si strutturerà e con esso regole e controlli.

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Redazione ApeTime
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