HomeEditorialeMadrid: il lockdown non salva vite, ma uccide economia e psiche

Madrid: il lockdown non salva vite, ma uccide economia e psiche

Madrid ha riaperto. Tutto. Da due settimane. E ci dà un’inconfutabile prova: il lockdown non salva vite, uccide solo psiche ed economia. Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, è ora di cambiare strada. Per essere più chiari: bisogna farci tornare a lavorare. Tutti: dai bar ai teatri, dai ristoranti alle piscine. Senza coprifuoco

A due settimane dalla riapertura di tutti i settori martoriati in nome della salute pubblica, a Madrid lo scenario non è peggiorato. Anzi. Sarà (forse) grazie alla primavera, ma contagi e morti non sono saliti.

ph. Nicole Cavazzuti

Vi riportiamo un articolo del Corriere (Clicca qui). C’è qualche imprecisione (chi vi scrive ha vissuto a Madrid e ha amici là), ma dati alla mano la notizia è evidente. E non si deve ignorare. Poi, che Madrid abbia aperto tutto ha una motivazione politica: a breve si terranno le elezioni regionali. Il sindaco della capitale è di destra. Come il Presidente della Regione. Lo diciamo giusto per il piacere della precisione. Ma ci interessa meno di zero. Il punto è: le strategie perpetuate da oltre 13 mesi non hanno funzionato, dobbiamo ammetterlo. E ora non ci resta che riaprire. Tutto. Bar, ristoranti, teatri, piscine… E vaccinare. Tutti.

ph. Nicole Cavazzuti

Il 13 aprile a Roma ci saranno un’assemblea delle confederate e una manifestazione nazionale per chiedere all’esecutivo risposte certe sulle riaperture. Ora, il confronto tra le regioni di Milano e Madrid sbugiarda i rigoristi: i lockdown non salvano vite e distruggono l’economia e la psiche.

Abbiamo sbagliato strada. Non c’è più tempo per aspettare ancora. Lo ripetiamo: c’è solo urgenza di vaccinare e farci tornare a lavorare. E a vivere.

 

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Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di distillati and cocktail bar, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it con articoli, video e foto. Giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo corso italiano di Spirits and Drink Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato e spirits del magazine di ApeTime.

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