HomeIntervisteMai così tanti suicidi tra i professionisti del settore. I vostri commenti

Mai così tanti suicidi tra i professionisti del settore. I vostri commenti

Al momento di scrivere questo articolo non ho modo di verificare i dati precisi relativi ai suicidi nel mondo dell’ospitalità negli ultimi 12 mesi influenzati dalla pandemia e dalle conseguenti restrizioni.

Detto questo, basta sfogliare le pagine di cronaca per rendersi conto che il numero di professionisti del settore che si toglie la vita non è mai stato così alto. E che continua a crescere.

Non solo, crediamo che non si parli abbastanza dei suicidi nel nostro mondo. E che si faccia troppo poco per scongiurarli. Per questo abbiamo postato un video ricevuto dal segretario generale del movimento M.I.O., Ferdinando Parisella, proprio dedicato all’argomento. E per questo vi abbiamo coinvolto direttamente a caldo per sentire la vostra voce. “Sono desolato. Purtroppo, è un fenomeno in crescita. Se la situazione non cambia in fretta, saranno sempre di più”, osserva Niccolò Mazzucchelli, titolare del Gramm sui Navigli a Milano.

Suicidi. Ecco i vostri commenti

Lugi Barberis titolare di quattro locali tra Alessandria ed Acqui Terme

L’aumento dei suicidi nella nostra categoria è una conseguenza dei provvedimenti folli che continuano a essere presi da mesi. Ho letto che si parla di una riapertura graduale a metà aprile dove i dati lo permettessero. Speriamo che sia vero. Ma non divaghiamo. Che cosa penso di questa situazione? Che un imprenditore o operatore che fosse già instabile sotto qualunque punto di vista è un soggetto a rischio. Non riesco a capire come si possano sacrificare così tanto economia e vita delle persone a fronte di una tutela della malattia che tutela non è davvero, tra l’altro. Perché oggi non esiste veramente una prova scientifica a sostegno del fatto che un lockdown del genere dia benefici reali. È colpa della incapacità o dell’assenza di volontà del nostro esecutivo che non si impegna a studiare regole più sartoriali. Io sono fiducioso che siamo ormai alla fine di tutta questa follia, però sicuramente pagheremo un prezzo altissimo, comprese le vite strozzate di persone più fragili che non hanno resistito al colpo, come quella del ragazzo di cui si parla nel video.

Cristian Lodi titolare del Milord di Milano

Cristian Lodi

Non è una situazione facile. Che dire? Dispiace apprendere notizie del genere, ma non bisogna mollare né lasciarsi abbattere. Stiamo tutti aspettando con ansia di poter riaprire, ma sappiamo pure che le riaperture sono legate inevitabilmente ai dati RT e al piano vaccinale. Piano che in questo momento va ancora a rilento. La speranza condivisa è quella che i vaccini arrivino in maniera massiccia e che si possa quindi tornare quanto prima a una sorta di vita normale. Io stesso non apro il mio locale da ottobre. E, lo ammetto: se non fosse per la mia compagna, che per fortuna non ha mai smesso di lavorare, sarei decisamente in difficoltà.

Roberto Tarricone bartender del Mint Garden Cafè di Milano

Mint Garden

Disperazione e fragilità possono portare a un gesto estremo come il suicidio. La situazione contingente oggi non aiuta anzi. In questi mesi è stata demonizzata una categoria, si è abusato e utilizzato in maniera impropria la parola movida, ma concretamente non sono state prese misure efficaci e puntali per contenere la pandemia. Per dirne una, non si è fatto quasi nulla per ridurre il sovraffollamento sui trasporti pubblici. Che sono uno dei luoghi di massimo contagio, probabilmente. Sia chiaro, è un’ipotesi. Ad oggi, nessuno ci ha fornito ricerche scientifiche che stabiliscano quali siano i principali luoghi e occasioni di contagio. Sarebbe interessante che, a margine di questa disastrosa vicenda, qualcuno finalmente indagasse sul tema.

Nicole Cavazzuti
Giornalista freelance esperta di spirits and cocktail bar, è la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer e collabora con VanityFair.it e Il Messaggero.it con articoli, video e foto. Giudice di concorsi di bartending, ha ideato il primo corso di Spirtis and Drink Communication italiano. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato e spirits del magazine di ApeTime.

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