HomeVinoProsecco e Prosek: è guerra tra nomi. La richiesta della Croazia

Prosecco e Prosek: è guerra tra nomi. La richiesta della Croazia

La Croazia richiede di registrare e tutelare il nome del vino Prosek. 

Tante le reazioni. Per Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc: “la richiesta dei croati è una palese provocazione“.

Un nuovo capitolo della guerra dei nomi e dei mercati nel mondo dei vini si è aperto nella scorsa settimana, quando la Croazia ha depositato una richiesta per registrare e tutelare il nome del vino Prosek che, inutile dirlo, altro non è che un nome civetta che può generale solo maliziosa, se non fraudolenta confusione col nome dell’italiano Prosecco, vino già affermato con un mercato e una fama apprezzate nel mondo.

Il caso riporta un po’ alla memoria quello del Tocai friulano, che anni fa dovette cedere la denominazione al Tokaij ungherese semplicemente perché in Ungheria Tokaij è un luogo geografico (e quindi protetto dalle norme dell’Unione Europea) mentre in italiano era solo il nome di un vitigno. In questo caso però la situazione dovrebbe essere opposta, dato che Prosecco oltre ad essere la denominazione di un affermato vino italiano, è anche il nome di un piccolo paese in provincia di Trieste ed è dunque una “denominazione geografica” che dovrebbe metter al riparo da eventuali sorprese.

In attesa dei pronunciamenti ufficiali delle istituzioni dell’Unione Europea non sono mancate le prese di posizione del mondo politico e produttivo italiano. Tante le reazioni immediate più o meno dure, ma tutte concordi sul fatto che non c’è margine per un Prosek accanto al nostro Prosecco. Per Albiera Antinori, presidente del gruppo vini di Federvini, è da stigmatizzare l’atteggiamento della Commissione Europea che lascia andare avanti il dossier. Il Regolamento europeo 1308/2013 stabilisce che ogni denominazione di origine, come quella del Prosecco, deve essere difesa da ogni tentativo di imitazione, anche attraverso la semplice traduzione linguistica. Argomentazioni simili sono state messe nero su bianco dall’europarlamentare Paolo De Castro in una lettera inviata al commissario all’Agricoltura Ue, Janusz Wojciechowski.

Per Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc, “la richiesta dei croati non solo è irricevibile, ma è una palese provocazione. È chiaramente evocativa della nostra Denominazione e potrebbe minare alla radice l’intero impianto delle Indicazione geografiche europee”.

Si attendono ora i pronunciamenti dell’UE che facilmente però daranno adito a nuovi ricorsi, polemiche, schermaglie.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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