HomeCuriosità20 curiosità e strani fatti sul cibo che ti sorprenderanno

20 curiosità e strani fatti sul cibo che ti sorprenderanno

Sapevate che il colorante di alcuni alimenti (dal liquore agli orsetti gommosi) è estratto dagli insetti? Oppure che per avere un chilo di zafferanno servono 200.000 fiori? Amanti del cibo, ecco una serie di curiosità su quello che mangiamo e beviamo che vi sorprenderanno.

1) Le baby carrot sono solo carote grandi lavorate
Le carote baby non sono carote che crescono così in natura, in versone mini, ma sono carote normali che vengono lavorate: tagliate e arrotondate.

2) Nel caffè al ginseng, il ginseng è meno dell’1%
Solo una piccola parte del caffè ginseng è costituito dalla polvere della radice asiatica.
In alcune capsule, la percentuale di ginseng arriva ad essere un impalpabile 0,3%. Gli ingredienti principali sono zucchero (sciroppo di glucosio), caffè solubile, grassi vegetali o latte in polvere, e poi stabilizzanti e aromi.

3) Gli spinaci non sono la migliore fonte di ferro per l’organismo
Contrariamente a una credenza popolare, supportata dai cartoni animati del celebre Popeye – Braccio di ferro, gli spinaci non sono la miglior fonte di ferro per l’organismo. Gran parte del minerale presente nelle foglie, infatti, non può essere infatti utilizzato dal corpo umano, perché gli spinaci contengono anche sostanze che inibiscono l’assorbimento del ferro da parte dell’intestino.

4) La gelatina è fatta di maiale
La “colla di pesce”, i fogli di gelatina trasparenti, che si usano come addensanti alimentari per creme, torte e budini, sono in realtà prodotti da carne di maiale, principalmente dalla cotenna, oltre che da ossa e cartilagini di origine bovina. Il nome “colla di pesce” deriva dal fatto che originariamente veniva usata, per questo prodotto, la vescica natatoria dello storione o la cartilagine di pesce. Le alternative vegane per addensare gli alimenti sono invece l’agar agar e la pectina.

Foto di Ulrike Leone da Pixabay

5) Per creare un chilo di zafferano servono 200.000 fiori
Avete letto bene: per produrre un chilogrammo di zafferano secco occorrono circa 200.000 fiori e sulle 500 ore di lavoro. Non a caso lo zafferano, fin dall’antichità, è conosciuto come l’“oro rosso”.

Foto di goosyphoto da Pixabay

6) I buchi dei cracker servono per non creare bolle
i cracker hanno i buchi per un semplice motivo: non creare rigonfiamenti durante la cottura. Se non ci fossero, i cracker non avrebbero una sfoglia così sottile e croccante.

Foto di WikimediaImages da Pixabay

7) Cocciniglia, la polvere di insetto che mangiamo senza saperlo
In pratica tutti abbiamo mangiato insetti senza saperlo: c’è infatti un colorante ricavato da piccoli insetti rossi, è la cocciniglia, detta anche acido carminico. Nelle etichette dei cibi è presente con la sigla “E120”. Si trova in succhi e bevande rosse, liquori, yogurt, dolci, caramelle. Il colore viene estratto dalle uova essiccate dell’insetto oppure facendo essiccare direttamente l’insetto.

Foto di Alexa da Pixabay

8) Il miele non va mai a male
Se conservato in maniera corretta, il miele non ha date di scadenza. Il ridotto contenuto di acqua e l’alto contenuto di zucchero lo rendono un alimento molto conservabile. Se passa il tempo, in genere più di 2 anni, cambiano le sue proprietà organolettiche e diventa più scuro, ma continua ad essere commestibile.

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

9) Gli Atzechi e i Maya usavano il cacao come moneta
Prima dell’arrivo degli europei, i popoli sudamericani dei Maya e degli Atzechi utilizzavano i semi di cacao come moneta; oltre che per produrre il chocol, la bevanda di cioccolata calda, che era considerata “cibo degli Dei”.

Foto di ally j da Pixabay

10) Le ostriche crude sono vive quando le mangi
L’ostrica è un mollusco consumato fin dall’antichità, ma quando si mangia cruda, questa è ancora viva. Le ostriche morte infatti contengono batteri e vanno cotte, mentre quelle vive, crude, si possono mangiare.

11) Il cioccolato bianco non è propriamente un cioccolato
Il cioccolato bianco non contiene cacao, e questo fa sì che non sia cioccolato a tutti gli effetti. Contiene burro di cacao, che viene prodotto dalla lavorazione delle fave dell’omonima pianta, insieme a latte, zucchero e aromi.

Foto di Carina da Pixabay

12) Il 25% delle nocciole nel mondo finisce nella Nutella
L’Azienda Ferrero, produttrice della Nutella, acquista il 25% delle nocciole del pianeta per creare i suoi prodotti: 225mila tonnellate all’anno, in pratica una nocciola su quattro nell’intero globo.

Foto di Mario Cvitkovic da Pixabay

13) La data della scadenza sulle bottiglie d’acqua non c’entra con l’acqua, ma con le bottiglie
L’acqua minerale, se conservata correttamente, non scade. La data indicata indicata sulle bottiglie (da consumare preferibilmente entro il…) c’entra con il contenitore (12-24 mesi se è di plastica, anche 3 anni se è di vetro) e riguarda la capacità dell’acqua di mantenere le sue caratteristiche.

14) I fichi possono contenere piccole vespe morte
L’insetto impollinatore dei fichi, una minuscola vespa, grande come un moscerino, chiamata Blastophaga psenes, depone le uova all’interno del fico, perde le ali e muore all’interno. Tramite un enzima, la pianta riduce l’insetto in proteine, che poi diventa un tutt’uno con il frutto che mangiamo. Questo riguarda in particolare le piante selvatiche, perché molti fichi in commercio si riproducono per autoimpollinazione.

Foto di Couleur da Pixabay

15) La Russia ha inserito la birra fra le bevande alcoliche solo nel 2011
Il governo russo non ha classificato la birra come bibita alcolica fino al 2011.
Prima di quella data poteva essere venduta come le bibite analcoliche, senza le limitazioni che venivano applicate alle altre bevande con alcol (ad esempio la licenza per vendere alcolici).

Foto di Alexa da Pixabay

16) Il pepe nel medioevo era un lusso
Simbolo dei tesori d’oriente, “oro nero”, il pepe, nel medioevo mosse viaggi ed economie. Dopo gli arabi, le repubbliche marinare, in particolare si assicurarono il monopolio delle spezie e in particolare del pepe. Si trattava di una spezia prestigiosa, che veniva considerata moneta di scambio, dono per principi e re. E ancora oggi, dopo tanti secoli, anche se non è più un bene così prezioso, si usa dire “caro come il pepe”.

Foto di Couleur da Pixabay

17) I peperoni rossi, verdi e gialli sono lo stesso tipo di verdura, ma con diversa maturazione
La differenza fra peperoni verdi, gialli e rossi è il grado di maturazione: quello verde è una versione meno matura di quello giallo, rosso o arancione. I rossi sono invece quelli più maturi, e più dolci.

Foto di Thomas Breher da Pixabay

18) Il pomodoro non è sempre stato rosso
I primi esemplari di pomodoro arrivati dall’America avevano una tonalità dorata: ecco perché si chiama così: pomo d’oro. Solo dopo molti anni, a forza di selezioni e innesti, ha acquistato il colore rosso che tutti conosciamo.

19) L’ananas non brucia grassi
Spesso si sente dire che l’ananas brucia i grassi. Il falso mito deriva dal fatto che l’ananas contiene una sostanza, la bromelina, in grado di rompere le molecole proteiche degli alimenti, rendendoli più digeribili, ma questo non ha alcuna attività sui grassi.

Foto di StockSnap da Pixabay

20) Lo zucchero di canna non è migliore di quello bianco
Nessuno studio scientifico ha mai provato che lo zucchero di canna apporti maggiori benefici rispetto allo zucchero bianco. Entrambi contengono saccarosio (che si ottiene dalla canna da zucchero o dalla barbabietola da zucchero) e sono quindi equivalenti.
La differenza è che lo zucchero bianco contiene solo saccarosio, quello bruno contiene anche qualche residuo di melassa (dall’1 al 5% a seconda dei tipi di zucchero grezzo in commercio) che gli dà un aroma un po’ diverso.

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