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Agevolazioni per giovani e donne

Ulteriori incentivi ai datori di lavoro privati che effettuano assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato in favore di queste categorie.

A partire dal 1.01.2021 sono diversi i provvedimenti attuati in materia di lavoro al fine di favorire un sostegno a famiglie ed imprese contro le conseguenze dell’emergenza Covid-19 e incentivare la rinascita del Paese.

Tra le categorie sociali maggiormente tutelate troviamo i giovani e le donne.

L’art. 1, c. 10 e seguenti L. 178/2020 contiene un nuovo incentivo riguardante la contribuzione a carico del datore di lavoro (di fatto viene richiamato e ampliato quanto già contenuto nella L. 205/2017 – legge di Bilancio 2018).

Per assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate nel biennio 2021-2022 viene riconosciuto un esonero del 100%, per un periodo massimo di 36 mesi, nel limite massimo di un importo pari a € 6.000 annui, per i soggetti che, alla data della prima assunzione incentivata, non hanno ancora compiuto il 36° anno di età.

Un requisito cardine di questo incentivo è dato dal fatto che il lavoratore neo assunto non deve mai aver avuto un rapporto di lavoro a tempo indeterminato né con lo stesso datore di lavoro, né con nessun altro (pena la perdita dell’agevolazione).

E’ prevista un’eccezione se il lavoratore ha fruito parzialmente dell’esonero con il datore di lavoro precedente; solo allora è possibile richiedere l’esonero contributivo per il periodo residuo rispetto alla durata massima prevista.

Cosa cambia oggi rispetto alla legge di Bilancio 2018? I passaggi sono pochi (già in parte anticipati), ma di fondamentale importanza:

  • estesa l’età del lavoratore di un ulteriore anno, passando dagli under 35 agli under 36;
  • elevato l’importo dell’esonero del versamento dei contributi dal 50% al 100%;
  • raddoppiato il limite dell’esonero da € 3.000 a € 6.000 su base annua.

Un ulteriore ampliamento della durata dell’incentivo stesso è previsto nelle Regioni del Sud Italia.

Per le Regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, infatti, il periodo di fruizione è stabilito in 48 mesi (anziché 36) a patto che le assunzioni o le trasformazioni vengano effettuato presso sedi o unità locali collocate in tali Regioni.

Rimane fermo, tra le condizioni di spettanza, il divieto di licenziamento per quelli individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi, nei 6 mesi precedenti e nei 9 mesi successivi all’assunzione incentivata.

L’altra novità introdotta dalla legge di Bilancio 2021 è quella dello sgravio contributivo per le assunzioni di donne lavoratrici per il biennio 2021-2022 nella misura del 100% e nel limite massimo di € 6.000 annui, riproporzionato nel caso di contratto part-time, per un periodo non superiore a 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato e di 12 nel caso di assunzioni a tempo determinato.

L’incentivo è valido per donne in possesso dei seguenti requisiti:

  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi se residenti in zone svantaggiate o se assunte in aziende appartenenti a settori con grande disparità di genere;
  • disoccupate da almeno 12 mesi con almeno 50 anni di età, ovunque residenti;
  • prive di impiego regolarmente retribuito, residenti in qualsiasi luogo.

Condizione vincolante per la fruizione dello sgravio è che l’assunzione apporti un incremento occupazionale all’azienda.

Ci preme ricordare, a conclusione, che entrambi gli esoneri qui trattati sono subordinati all’autorizzazione della Commissione Europea.

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