HomeAnalcolici e BibiteBerreste una bibita ai funghi? In Italia ora esiste davvero

Berreste una bibita ai funghi? In Italia ora esiste davvero

Una bibita ai funghi può sembrare una provocazione gastronomica. Invece esiste davvero ed è italiana. Si chiama FUN-GÒ ed è una mushroom soda analcolica realizzata con kombucha, zenzero, limone, rosmarino e un ingrediente decisamente insolito per una lattina: lo shiitake. Presentata in questi giorni al Roma Bar Show, apre una domanda inevitabile: che sapore può avere una bibita fatta con i funghi?

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Una bibita ai funghi: cosa c’è davvero dentro

L’espressione “bibita ai funghi” fa probabilmente immaginare qualcosa di molto diverso da quello che si trova realmente nella lattina.

FUN-GÒ nasce infatti da una combinazione di ingredienti piuttosto articolata. La scheda del produttore indica acqua, kombucha, zenzero all’1,5%, succo di limone allo 0,5%, infusione di shiitake e rosmarino, oltre a stevia e sale marino.

Ed è proprio andando a leggere gli ingredienti che emerge uno dei dettagli più curiosi: lo shiitake presente nell’infusione rappresenta lo 0,1%.

Il fungo, insomma, non viene utilizzato per trasformare la bevanda in una sorta di versione liquida di un piatto a base di shiitake. Entra invece nella costruzione del profilo aromatico insieme agli altri ingredienti.

La base di kombucha introduce inoltre un altro elemento ormai familiare nel mondo delle bevande alternative: la fermentazione. Il risultato è una soda analcolica e frizzante che prova a collocarsi fuori dai confini tradizionali delle bibite dolci.

Il primo lotto, secondo quanto comunicato in occasione del lancio, è composto da 4.000 lattine da 330 ml. Una produzione ancora contenuta, quindi, ma sufficiente per capire se quella che oggi appare soprattutto come una curiosità possa trovare spazio anche dietro il bancone.

Ma che sapore ha una mushroom soda?

È probabilmente la prima domanda che viene in mente: sa davvero di funghi?

Non avendola assaggiata direttamente, bisogna affidarsi alla descrizione fornita dal produttore. Il profilo dichiarato è più complesso di quanto suggerisca il nome: la bevanda viene descritta come fresca e agrumata, con sfumature erbacee e un finale leggermente terroso.

Ed è qui che l’idea comincia ad apparire meno bizzarra. Limone e zenzero sono ingredienti già molto utilizzati nel beverage. Il rosmarino è entrato da tempo anche nella miscelazione contemporanea, mentre kombucha e fermentati hanno conquistato spazio nei locali più attenti alle alternative analcoliche.

La vera anomalia rimane lo shiitake.

Originario dell’Asia orientale e conosciuto soprattutto come ingrediente gastronomico, è uno dei funghi più diffusi nella cucina asiatica. Il suo profilo ricco di umami lo rende però interessante anche fuori dall’utilizzo tradizionale.

Trasportare questa caratteristica dentro una bevanda significa lavorare su sensazioni differenti rispetto alla classica contrapposizione fra dolce, acido e amaro. L’obiettivo, in altre parole, non sembra essere quello di far esclamare “sa di fungo”, ma di utilizzare lo shiitake come una delle componenti capaci di costruire profondità aromatica.

Una differenza non da poco. Anche perché proprio l’idea di bere un fungo rappresenta il principale elemento di sorpresa del prodotto: è ciò che fa fermare, leggere l’etichetta e, probabilmente, decidere di assaggiarlo almeno una volta.

Dallo shiitake nel piatto allo shiitake nella lattina

La storia della mushroom soda è anche molto italiana, nonostante il protagonista abbia origini asiatiche.

FUN-GÒ nasce in Piemonte da un progetto che coinvolge Fluffy Revolution, TIBI e R.A.M. Lo shiitake utilizzato viene indicato come coltivato nell’area di Moncalieri, alle porte di Torino, mentre la produzione della bevanda avviene a Roletto, sempre nel Torinese.

Il debutto nazionale ha scelto un palcoscenico particolarmente coerente: il Roma Bar Show, che si è svolto il 14 e 15 settembre 2026. Non una fiera alimentare generalista, quindi, ma uno degli appuntamenti italiani dedicati al mondo del bar, della miscelazione e del beverage.

Dopo Roma, il progetto ha già annunciato un’altra tappa: il 24 settembre a Torino, nell’ambito di Terra Madre Salone del Gusto.

La scelta dei luoghi in cui presentare la bevanda aiuta anche a comprenderne il possibile posizionamento. Non sembra infatti pensata soltanto come una curiosità da scaffale. Il mondo dei cocktail, dei mocktail e della ristorazione può diventare un terreno di sperimentazione più interessante, perché consente di utilizzare la soda anche come ingrediente e non necessariamente come semplice bibita da bere da sola.

Ed è proprio questo aspetto a rendere la mushroom soda interessante per chi lavora nell’HoReCa.

Negli ultimi anni il beverage analcolico si è progressivamente allontanato dall’idea secondo cui chi non beve alcol debba accontentarsi di acqua, succo di frutta o della solita bibita industriale. Anche nel mondo della mixology, cocktail analcolici, kombucha e twist botanici stanno trovando sempre più spazio nelle proposte dei locali.

Kombucha, fermentati, botanical drink, distillati alcohol-free e mixer più complessi hanno ampliato le possibilità. Adesso, a quanto pare, alla lista possiamo aggiungere anche i funghi.

Moda passeggera o un’idea che vedremo anche nei bar?

È troppo presto per dirlo. Il fatto che qualcosa sia insolito non significa automaticamente che diventerà una tendenza. Il beverage è pieno di prodotti che hanno attirato attenzione per qualche mese per poi scomparire rapidamente.

FUN-GÒ intercetta però alcuni cambiamenti già visibili nel settore. C’è la ricerca di bevande analcoliche con una propria identità, che non cerchino necessariamente di imitare gin, vermouth o altri prodotti alcolici. Allo stesso tempo, bar e ristoranti stanno sperimentando materie prime che fino a pochi anni fa difficilmente avremmo associato a un bicchiere: erbe aromatiche, spezie, tè, fermentazioni e ingredienti vegetali sono ormai parte del linguaggio della miscelazione contemporanea.

In questo scenario trova spazio anche l’umami. Nel food è un concetto ormai conosciuto; nel cocktail contemporaneo offre ancora terreno per sperimentare. Pomodoro, miso, alghe, funghi e altri ingredienti gastronomici possono entrare nella miscelazione quando vengono utilizzati con equilibrio.

Una mushroom soda, da questo punto di vista, potrebbe diventare interessante soprattutto nelle mani di un bartender. Può essere servita da sola, utilizzata come mixer oppure entrare nella costruzione di un cocktail o di un drink completamente analcolico. Sarà l’utilizzo reale nei locali, più che la curiosità iniziale, a dire se l’idea avrà un seguito.

Rimane comunque un piccolo segnale di quanto rapidamente stiano cambiando i confini del beverage. Fino a qualche anno fa ordinare un kombucha al bar poteva sembrare insolito. Oggi è molto più facile trovarlo, soprattutto nei locali orientati alla miscelazione contemporanea e alle proposte no e low alcohol.

Lo stesso accadrà con le bibite ai funghi? Non lo sappiamo ancora.

Una cosa, però, è certa: se qualcuno al bancone vi chiederà se volete assaggiare una soda allo shiitake, non sta scherzando. In Italia, da settembre 2026, esiste davvero.

Nota immagini: alcune immagini presenti in questo articolo sono state generate o elaborate con strumenti di intelligenza artificiale a scopo illustrativo e sottoposte a controllo editoriale da parte della redazione di ApeTime Magazine.

Andrea Marchetti
Andrea Marchetti
Sono affascinato dal mondo dei prodotti, delle bevande calde e dei libri che raccontano il settore Ho.Re.Ca. Amo scoprire e condividere curiosità legate alle nuove tendenze, alle innovazioni nel campo degli analcolici e dei servizi per aziende. Leggere e scrivere per me sono strumenti di esplorazione: ogni articolo è un viaggio che mi permette di connettermi con realtà diverse e di trasmettere valore ai miei lettori.

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