Piccolo, dorato e irresistibile quando è ancora caldo: il pão de queijo è uno dei sapori più riconoscibili del Brasile. Ha una crosticina leggermente croccante e un interno morbido, elastico e ricco di formaggio. E, a differenza del pane tradizionale, non si prepara con farina di frumento.
Il segreto è il polvilho, l’amido ricavato dalla manioca che conferisce all’impasto quella consistenza particolare che rende il pão de queijo immediatamente riconoscibile. In Brasile accompagna la colazione, una pausa con il caffè o uno spuntino durante la giornata. Prepararlo anche in Italia è possibile, a patto di scegliere gli ingredienti giusti e rispettare alcuni passaggi.
⏱️ Tempo di lettura: 4 minuti
Pão de queijo, molto più di un pane al formaggio

Il pão de queijo è strettamente legato al Minas Gerais, Stato brasiliano dalla forte identità gastronomica e da una lunga tradizione casearia. Fa parte del mondo delle quitandas, preparazioni casalinghe dolci e salate storicamente presenti sulle tavole mineire e spesso servite insieme al caffè.
Stabilire con precisione quando sia nato non è semplice. Le ricostruzioni storiche rimandano al periodo coloniale e all’impiego dei derivati della manioca, già fondamentali nell’alimentazione locale. Con lo sviluppo dell’allevamento e della produzione casearia, latte, uova e formaggio sono entrati progressivamente in queste preparazioni fino a dare origine alle versioni che conosciamo oggi.
Più che cercare una singola data di nascita, quindi, è utile considerare il pão de queijo come il risultato di una cultura gastronomica brasiliana sviluppatasi nel tempo attorno a manioca, latte, uova e formaggi locali.
Da specialità regionale è diventato uno dei cibi brasiliani più conosciuti, diffondendosi in tutto il Paese e, successivamente, anche fuori dai confini nazionali.
Come preparare il pão de queijo brasiliano
Esistono numerose ricette familiari e regionali. Cambiano le proporzioni, il tipo di polvilho e soprattutto il formaggio utilizzato. Questa versione permette di ottenere dei pão de queijo morbidi ed elastici all’interno, con una superficie leggermente dorata.
Ingredienti per circa 20 pão de queijo
- 250 g di polvilho doce
- 150 ml di latte intero
- 35 ml di olio di semi
- 2 uova
- 200 g di formaggio stagionato grattugiato
- circa 5 g di sale
In Brasile uno dei riferimenti tradizionali è il Queijo Minas curado. Non esiste un sostituto italiano perfettamente equivalente, ma si può ottenere un buon risultato utilizzando un formaggio vaccino saporito e abbastanza stagionato, eventualmente abbinato a una parte di Parmigiano Reggiano o Grana Padano.
Meglio evitare formaggi eccessivamente umidi: possono modificare la consistenza dell’impasto e rendere più difficile ottenere la struttura tipica del pão de queijo.
Il procedimento
Versate il polvilho in una ciotola capiente.
In un pentolino scaldate il latte insieme all’olio e al sale. Quando il liquido arriva quasi a bollore, versatelo sul polvilho e mescolate. Questo passaggio serve a scottare l’amido di manioca ed è importante per la consistenza finale.
Lasciate intiepidire il composto prima di aggiungere le uova. Incorporatele una alla volta, lavorando l’impasto fino a quando vengono completamente assorbite.
Aggiungete quindi il formaggio grattugiato e continuate a impastare fino a ottenere una massa morbida e lavorabile. La consistenza può risultare leggermente appiccicosa: è normale.

Ungete leggermente le mani con olio e formate palline di circa 30 grammi. Sistematele su una teglia rivestita con carta da forno, lasciando un po’ di spazio tra l’una e l’altra.
Cuocete in forno già caldo a 200 °C fino a quando i pão de queijo saranno gonfi e leggermente dorati. Il tempo può variare in base al forno e alle dimensioni delle palline: più che affidarsi rigidamente ai minuti, conviene controllarne sviluppo e colore.
Polvilho doce o polvilho azedo: qual è la differenza?
È uno dei punti che genera più dubbi quando si prepara il pão de queijo in Italia. Il polvilho non è una generica farina di manioca: è l’amido estratto dalla radice e può presentarsi principalmente in due versioni.
Il polvilho doce è un amido non fermentato. Tende a dare una struttura più compatta ed elastica e ha un gusto relativamente neutro.
Il polvilho azedo, invece, subisce un processo di fermentazione prima dell’essiccazione. Ha un aroma più caratteristico e favorisce una maggiore espansione dell’impasto durante la cottura.
In Brasile si trovano ricette preparate esclusivamente con uno dei due, ma anche versioni che li mescolano per bilanciare elasticità, leggerezza e sapore.
Quando si acquistano gli ingredienti in Italia è quindi importante controllare bene la confezione: farina di manioca e amido di manioca non sono automaticamente intercambiabili.
Come deve essere il vero pão de queijo
Non aspettatevi la mollica asciutta e alveolata di un panino tradizionale. Una volta aperto, il pão de queijo deve avere un interno morbido, elastico e leggermente umido, mentre all’esterno si forma una sottile crosta dorata.
Questa consistenza nasce dall’interazione tra amido, liquidi, uova e formaggio. Anche per questo la fase iniziale, nella quale il polvilho viene scottato con latte e olio caldi, non dovrebbe essere saltata.
Gli errori da evitare
- Confondere il polvilho con la farina di manioca: sono prodotti diversi e il risultato può cambiare completamente.
- Aggiungere le uova quando l’impasto è ancora troppo caldo: meglio aspettare che il composto si sia intiepidito.
- Utilizzare un formaggio troppo umido: può rendere difficile la lavorazione dell’impasto.
- Preparare palline di dimensioni molto diverse: la cottura risulterebbe poco uniforme.
- Infornare a temperatura insufficiente: il calore iniziale aiuta il pão de queijo a svilupparsi correttamente.
- Aggiungere troppo sale: bisogna considerare anche la sapidità del formaggio utilizzato.
Quando mangiarlo e come conservarlo
Il momento migliore per assaggiare il pão de queijo è quando è ancora caldo o tiepido, poco dopo essere uscito dal forno. È in quel momento che l’interno mantiene al meglio la sua caratteristica elasticità.
In Brasile viene consumato in diversi momenti della giornata, dalla colazione alla pausa pomeridiana, spesso insieme al caffè. Può diventare anche uno snack salato o una proposta diversa per un aperitivo.
Se avanzano dei pão de queijo già cotti, è preferibile riscaldarli brevemente prima di servirli nuovamente.
Un’altra soluzione pratica è congelarli prima della cottura. Formate le palline, disponetele separate su un vassoio e trasferitele nel congelatore. Una volta indurite, potranno essere raccolte in un sacchetto o in un contenitore adatto.
Al momento dell’utilizzo possono essere trasferite direttamente dal freezer al forno, considerando semplicemente un tempo di cottura un po’ più lungo.
Quello che conviene sapere prima di preparare il pão de queijo
Il pão de queijo è senza glutine?
La ricetta tradizionale non utilizza farina di frumento ma polvilho, cioè amido di manioca, ed è quindi naturalmente priva di glutine per composizione. Chi soffre di celiachia deve comunque verificare che tutti gli ingredienti utilizzati siano idonei e prestare attenzione a eventuali contaminazioni durante la preparazione.
Qual è la differenza tra polvilho doce e polvilho azedo?
Il polvilho doce è amido di manioca non fermentato e tende a dare al pão de queijo una consistenza più compatta ed elastica. Il polvilho azedo viene invece fermentato prima dell’essiccazione e favorisce una maggiore espansione, oltre ad avere un aroma più caratteristico. Alcune ricette brasiliane utilizzano entrambi.
Quale formaggio posso usare in Italia per il pão de queijo?
Il Queijo Minas curado è uno dei formaggi tradizionalmente utilizzati in Brasile, ma non esiste un equivalente italiano perfetto. Si può scegliere un formaggio vaccino saporito e sufficientemente stagionato, eventualmente abbinandolo a una parte di Parmigiano Reggiano o Grana Padano. È preferibile evitare formaggi troppo ricchi di acqua.
Il pão de queijo si può congelare?
Sì. Il metodo più pratico consiste nel congelare le palline ancora crude, inizialmente separate su un vassoio e successivamente raccolte in un contenitore. Possono poi essere cotte direttamente da congelate, prolungando leggermente la permanenza in forno.




