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Camparino in Galleria si prepara per la Negroni Week

Camparino in Galleria è uno dei luoghi simbolo dell’aperitivo milanese e il Negroni occupa ancora oggi un posto centrale nella sua proposta. Affacciato su Piazza Duomo, il locale nato nel 1915 continua a unire ritualità storica, cultura del bitter e ricerca contemporanea sulla miscelazione. Tra Bar di Passo e Sala Spiritello, il Negroni resta uno dei riferimenti più riconoscibili della casa, tra ricetta classica e interpretazioni moderne.

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Camparino in Galleria, un simbolo dell’aperitivo milanese

Camparino in Galleria si presenta ancora oggi come “l’aperitivo di Milano dal 1915”, una definizione che racconta bene il ruolo del locale nella cultura cittadina. La sede di Piazza Duomo 21 continua a essere uno dei punti di riferimento per chi associa Milano al rito dell’aperitivo, tra tradizione e innovazione.

Il legame con Campari è naturalmente parte dell’identità del locale, ma la proposta contemporanea va oltre la semplice memoria storica.

Il Bar di Passo mantiene una dimensione più immediata e classica, mentre la Sala Spiritello del Camparino rappresenta la parte più orientata alla ricerca sulla mixology e sul cocktail pairing. È qui che il lavoro sui drink diventa più strutturato e dialoga con la cucina.

L’aperitivo, in questo contesto, non è soltanto una fascia oraria. È una parte dell’identità del locale e, più in generale, della cultura milanese.

Il Negroni al Camparino: classico e interpretazioni contemporanee

Tra i cocktail che meglio raccontano questo legame c’è il Negroni.

La struttura classica, basata sull’equilibrio tra bitter, vermouth e gin, rimane uno dei riferimenti più riconoscibili della miscelazione italiana. Ma al Camparino il drink viene anche reinterpretato attraverso ingredienti, tecniche e profili aromatici differenti.

Tra le proposte di Sala Spiritello compare il Compadre, un Negroni dal carattere affumicato costruito con Campari, vermouth rosso, mezcal, chinotto e lime kaffir.

Un’altra interpretazione è L’Ora del Bitter, pensata per lavorare sull’identità del Negroni con una gradazione più contenuta e una struttura incentrata sulla concentrazione aromatica del drink.

La lista comprende anche Paesaggio Quasi Tipografico, una variazione più sperimentale con tequila, sherry fino, spirulina e orange pekoe bitter, e il Porcini Negroni, che utilizza rum giamaicano e funghi porcini per costruire un profilo più intenso e terroso.

Queste interpretazioni mostrano come il Negroni continui a essere una base estremamente fertile per la mixology contemporanea.

La ricetta è semplice nella struttura, ma proprio questa essenzialità rende evidente ogni scelta del bartender. Cambiare un distillato, un vermouth o una componente aromatica modifica in modo netto l’equilibrio finale.

Sala Spiritello e la ricerca sulla mixology

Sala Spiritello è la parte del Camparino dedicata in modo più esplicito alla ricerca sulla miscelazione.

Il concept ruota attorno al rapporto tra cocktail e cucina, con percorsi di pairing che uniscono signature drink e piatti. L’obiettivo non è soltanto proporre una lista di cocktail, ma costruire un’esperienza più articolata attorno agli abbinamenti.

Questo approccio rispecchia una tendenza ormai consolidata nei cocktail bar contemporanei: il confine tra bar e ristorazione è diventato sempre meno netto.

Tecniche, ingredienti e logiche di abbinamento che un tempo appartenevano quasi esclusivamente alla cucina vengono oggi utilizzati anche dietro al bancone.

Nel caso del Camparino, questo percorso mantiene però un legame molto forte con l’identità storica del locale.

Non si tratta di inseguire la complessità fine a se stessa, ma di reinterpretare una cultura del bere che a Milano ha radici profonde.

Dal Duomo alla Negroni Week

Il rapporto tra Camparino in Galleria e il Negroni ha trovato negli anni una delle sue espressioni più evidenti durante la Negroni Week.

Nel 2023 il locale aveva dedicato alla manifestazione una programmazione specifica, con twist, guest shift e iniziative internazionali. Quell’edizione appartiene ormai alla storia recente del locale, ma racconta bene quanto il Negroni sia centrale nella sua identità.

Oggi la Negroni Week continua a essere uno degli appuntamenti internazionali più importanti dedicati al cocktail.

Per l’edizione 2026, in programma dal 21 al 27 settembre, bar e ristoranti di tutto il mondo partecipano attraverso drink dedicati, iniziative e raccolta fondi. Per date, locali aderenti e informazioni aggiornate è possibile consultare il nostro approfondimento sulla Negroni Week 2026.

Un locale storico che continua a cambiare

Il valore del Camparino sta probabilmente proprio nella capacità di tenere insieme due dimensioni.

Da una parte c’è il peso della storia, con oltre un secolo di presenza nel cuore di Milano.

Dall’altra c’è una ricerca che continua a evolvere attraverso nuovi cocktail, tecniche, pairing e interpretazioni contemporanee.

Il Negroni rimane uno dei punti di contatto più evidenti tra questi due mondi.

È un cocktail profondamente legato alla cultura italiana dell’aperitivo, ma allo stesso tempo continua a essere reinterpretato nei migliori bar internazionali.

Al Camparino questa doppia identità emerge con particolare chiarezza: tradizione e ricerca convivono senza cancellarsi a vicenda.

Per chi vuole capire come sta cambiando l’aperitivo milanese, è ancora uno dei luoghi da osservare.

Elena Ricci
Elena Ricci
Amo esplorare il mondo delle birre artigianali, degli analcolici e delle città come luoghi d'incontro e di scoperte. Racconto storie di locali e cocktail bar, dando voce ai protagonisti e alle atmosfere che li rendono speciali. Mi piace fare interviste e scoprire cosa c’è dietro ogni birra, cocktail o drink analcolico. Vivo per l’autenticità e la semplicità, e cerco di trasmettere tutto questo nei miei articoli.

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