HomeCocktail RicetteCocktail ricetta con blue curaçao: l'Amf di Amy Traynor

Cocktail ricetta con blue curaçao: l’Amf di Amy Traynor

Una cocktail ricetta con il blue curaçao. Un drink Fizzy con protagonista il liquore a base di scorze di laraha, varietà di arancia dal caratteristico sapore amaro che cresce a Curaçao, isola caraibica del Regno dei Paesi Bassi. Qualche giorno fa ti abbiamo messo alla prova, proponendoti un quiz su questo spirit. Non l’hai visto? Clicca qui e gioca!

Si chiama Amf il cocktail di Amy Traynor, alias moodymixologist, a base di blue curaçao. Scopri come si fa!

 ricetta con blue curaçaoLa ricetta con blue curaçao: Amf di Amy Traynor

Tecnica:
Build
Bicchiere:
Tumbler alto (o Hurricane)
Ingredienti:
15 ml gin
15 ml rum bianco
15 ml tequila
15 ml vodka
15 ml blue curaçao
top di Soda (o di Sprite)
Garnish:
Spicchio di limone, foglie di menta, fiore commestibile

Flair bartending: conosci le differenze tra gli stili Working, Exhibition e Craft? Video

“Il Flair bartending sta tornando di moda anche in Italia, dopo un periodo di oblio”, afferma Salvo Romanotitolare del Barz8 di Torino, che abbiamo video intervistato a Milano, alla Mixology Experience.

flair bartending
photo della Barproject fondata nel 2008 da Claudio Lepore

Detto questo, facciamo un po’ di chiarezza. Quando si parla di Flair bartending ci si riferisce a due tipologie: il Working e l’Exhibition. “Dal Working è poi nato il Craft, ovvero la metodologia più in voga in questo periodo. Si differenziano in termini di spettacolarità, tecnica, strumenti, sicurezza e di interazione col cliente”, spiega Andrea Salamida, Ambassador Spirits Industry della BarProject di Bari. Che poi aggiunge:

barz8“Il Working Flair è una metodologia di lavoro caratterizzata da tecniche acrobatiche, in particolare con bottiglie e shaker. È finalizzato alla costruzione dei drink e non sono previste rotazioni delle bottiglie.

Mentre l’Exhibition Flair è una metodologia di lavoro altamente spettacolare, caratterizzata da lanci e rotazioni delle bottiglie. Ha finalità di show ed è utilizzato durante le competizioni, di solito senza costruire drink. Infine, il Craft Flair è un’evoluzione del Working: ha un taglio pratico, movimenti più morbidi e include tutti gli strumenti per la costruzione del drink, ottimizzando il rapporto fra rapidità, qualità, spettacolarità, sicurezza e possibilità di interazione col cliente”.Insomma, “il Craft è la tecnica di flair bartending più utilizzata e più utilizzabile a livello globale nel lavoro quotidiano”, conclude Salamida.

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Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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