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Filippo Adriano Marinelli, dico no ai bar clandestini

Filippo Adriano Marinelli, bar manager della Gastronomia Morbidi di Siena, si è aggiudicato la medaglia d’oro nella competition di ApeTime. Qui si racconta a tutto tondo, tra ricordi, strategie e commenti sulla situazione attuale

ECCO L’INTERVISTA

Filippo, come nasce la tua passione per il bartending?
Mi sono avvicinato a questo mondo 12 anni fa, grazie a un mio carissimo amico che mi invitò a partecipare a una lezione base di un corso per barman. Fu passione immediata. Tanto che, terminato il corso base, mi sono iscritto subito al secondo livello e poi ho cominciato a lavorare.

Quali sono state le tue prime esperienze?
Le classiche: compleanni, matrimoni, discoteche, eventi privati, alberghi e locali notturni. Ma non mi bastavano, volevo crescere e migliorare.

Qual è stato il punto di svolta?
L’assunzione come bar manager alla Gastronomia Morbidi di Siena.

Ecco, parlaci della Gastronomia Morbidi di Siena…
È un locale storico quasi centennale, tramandato da cinque generazioni, situato nel centro storico nel corso principale, conosciuto in tutta la città e non solo. Si divide su tre piani, al piano superiore c’è il laboratorio e la cucina, mentre al primo piano troviamo il bar, per poi proseguire con il reparto gastronomia, dove si possono acquistare le specialità enogastronomiche da asporto o fermarsi a gustare pranzi leggeri al Morbidi Gourmet, lo spazio dedicato al buffet e al light lunch.

E come hai adeguato la drink list agli orari imposti per l’emergenza Covid-19?
Fortunatamente non c’è stato bisogno di modificare la drink list, perché già prima proponevamo una lista di cocktail innovativi con un tenore alcolico leggero.

Filippo Adriano Marinelli, al bancone

Ti sei conquistato l’oro nella competition di ApeTime. Come te lo spieghi?
La verità? Ho tanti amici e clienti che mi vogliono bene. Lo sottolineo: io non “ho vinto” ma piuttosto “noi abbiamo vinto”. Il merito è tutto loro e non smetterò mai di ringraziarli.

Avevi già partecipato ad altre competition tra bartender?
No, mai. E l’ho trovato interessante e divertente. Vi ringrazio per l’idea, mi avete regalato una nuova opportunità.

In che senso?
Questo tipi di gare, anche se online, non solo mettono a confronto i colleghi, ma sono un’occasione per evidenziare la complessità del nostro lavoro. Dietro a ogni ricetta e foto di drink ci sono studio, sacrificio, dedizione e passione.

Filippo Adriano Marinelli, preparazione drink

Ma che cosa caratterizza il tuo stile di miscelazione?
La semplicità e la ricerca maniacale dell’equilibrio tra i sapori.

E a cosa ti ispiri quando crei un drink?
A tutto quello che mi circonda: piante, fiori, spezie ma anche oggetti e accessori. Tutto, per me, è fonte di ispirazione.

Una curiosità: qual è il tuo drink preferito?
Premessa, che può suonare strana, io non sono un gran bevitore. Detto questo, all’ora dell’aperitivo quando bevo mi faccio un bitter e Vermouth, mentre dopo cena in genere un Daiquiri.

Filippo Adriano Marinelli, drink

Veniamo all’attualità, nelle grandi città cresce il numero di bar clandestini. A Siena e provincia com’è la situazione?
Da noi, che io sappia, oggi non esistono bar clandestini. E spero che non ci saranno mai. Lo trovo irrispettoso nei confronti di chi rispetta le regole nonché pericoloso per i clienti.

Oltre a questo fenomeno, inizia a percepirsi nel settore una certa insofferenza. Tanto che tra gli operatori oggi c’è pure chi sprona per una riapertura dei locali anche senza permesso dello Stato, nel segno della disubbidienza civile. Cosa ne pensi?
Sono assolutamente contrario. Certo, la situazione attuale è molto difficile, però le regole vanno rispettate.

Tu come hai affrontato psicologicamente questi 12 mesi di pandemia? 
Personalmente, cerco di guardare sempre il lato positivo. Io, per esempio, a causa del Covid-19 posso passare più tempo con la mia famiglia e godermi i momenti più belli della mia bambina di due anni.

Che cosa ti dà forza, oltre alla famiglia? 
I clienti. Quando possono consumare al bar mi emoziono nel rivederli e quando non è possibile mi gratifica la grande richiesta d’asporto della food and beverage box creata appositamente per questo periodo. E poi, mi dà energia il bar che ho realizzato in casa, dove mi alleno e sperimento nuove ricette che un giorno vorrei far provare a tutti.

@intervista ed editing a cura di Nicole Cavazzuti con il contributo di Martina Montani
Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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