HomeBirraIl problema principale del settore birrario? I consumi fuori casa

Il problema principale del settore birrario? I consumi fuori casa

L’attuale principale problema del settore birrario? La contrazione dei consumi in pub, bar e ristoranti.

Sono diversi anni che il settore birrario italiano è in grande salute: nell’ultimo decennio infatti tutte le principali voci statistiche hanno mostrato una crescita inarrestabile, a partire dai consumi pro capite che, in questo arco di tempo, sono aumentati di quasi il 20%.

Lo stesso discorso si può estendere alla produzione, all’export, al numero di addetti, alla coltivazione di materie prime e, in generale, a molti aspetti relativi non solo al mercato, ma all’intera filiera. Sono inoltre cambiate le abitudini di consumo degli italiani, molto più propensi rispetto al passato ad acquistare prodotti particolari e ricercati.

In questo contesto, molto positivo, c’è però un dato statistico preoccupante e che spesso viene trascurato: quello dei consumi fuori casa che ormai da tempo stanno mostrando una forte contrazione, tale da non essere più ignorata. Un elemento importante, da cui potrebbe dipendere l’evoluzione del settore nel prossimo futuro.

Considerando alcuni numeri si vede che, nel 2015, i consumi di birra erano ripartiti in questo modo: 39,5% fuori casa e 60,5% distribuzione moderna (ovvero la grande distribuzione). Nel 2021 invece il fuori casa è calato al 32,6%, perdendo quasi 7 punti percentuali in appena sei anni.

consumi settore birrario

Molti potrebbero pensare: tutta colpa della pandemia. L’emergenza sanitaria ovviamente ha influenzato questa tendenza, ma, al massimo, l’ha accelerata, non causata: il trend infatti era già iniziato prima dell’avvento del Covid, come dimostrano i dati del 2019, quando il fuori casa era già sceso al 36,1%.

La rilevazione del 2021 è ancora condizionata dalle chiusure avvenute all’inizio di dello scorso anno, ma comunque è in netto rialzo rispetto al 2020: tuttavia questo dato conferma il preoccupante declino dei consumi fuori casa: per avere una visione più ampia basti pensare che, nel 2011, i consumi fuori casa raggiungevano quasi il 42%.

Per quale motivo questo è un dato importante? Perché implica un modo diverso di consumare birra. Alcune associazioni di categoria non hanno mai dato troppo peso a questa statistica dato che per le multinazionali ha un impatto relativo, anzi, forse, dal loro punto di vista, l’aumento degli acquisti nella distribuzione moderna è quasi un elemento positivo dato che rafforza un canale solido e facilmente controllabile.

Per la birra artigianale, quasi completamente dipendente dalle vendite in beer shop, pub e ristoranti, il discorso è totalmente diverso: per questo motivo, se calano i consumi fuori casa i primi a rimetterci sono ovviamente i locali, ma di conseguenza anche i piccoli birrifici indipendenti.

consumi birra

Questo aspetto rischia quindi di avere ripercussioni a cascata su tutto il movimento brassicolo, limitando le potenzialità di crescita di un segmento, quello italiano, ancora in via di sviluppo e che, per questo motivo, deve essere anche sostenuto dalle istituzioni.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
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