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Lavoro stagionale al bar: 3 mila euro di guadagno, 800 in busta. La truffa

Lavoro stagionale al bar. Non faccio nomi, ma il meccanismo funziona così. 

In genere, il titolare assume il personale stagionale con un contratto part-time.
Peccato che i dipendenti lavorino però full time.
E che il loro guadagno in nero possa superare ampiamente il 50% del totale perché anche gli straordinari sono sempre remunerati cash a fine serata.

“Nell’estate 2019 come stagionale sono arrivato a guadagnare ben 3 mila euro al mese, tra straordinari e turni sette su sette. Tuttavia,  in busta erano poco più di 800”, ci racconta tra gli altri un bartender che ovviamente preferisce mantenere l’anonimato.

stagionaleEcco come molti imprenditori italiani alleggeriscono il costo dei lavoratori. Che poi ricevono cassa integrazione o disoccupazione ovviamente in proporzione a quanto dichiarato.
Sottolineo che sto generalizzando. Esistono delle eccezioni virtuose. Ma sono pochissime.
Non che il mondo dell’ospitalità sia però peggiore degli altri.
Purtroppo siamo un Paese di furbetti.

La cassa Covid pagata dallo Stato spesso diventa un alibi per non far ritornare i dipendenti al lavoro a stipendio pieno. Altre volte, uno strumento di speculazione.

Persino nel mondo delle Onlus non mancano realtà che la chiedono ma poi fanno lavorare i dipendenti in sede o in smart working da casa.
Altre aziende ricevono i fondi ma mettono in ferie i dipendenti.
Truffe.

STIPENDIO: QUANTO GUADAGNA UN BARMAN IN ITALIA?

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Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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