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Le bevande tradizionali del Bangladesh

Nuovo appuntamento con il viaggio alla scoperta dei prodotti tipici di tutti i Paesi del mondo: la scorsa settimana il tour si trovava nelle Bahamas, celebri per la produzione del rum. Oggi siamo in Bangladesh.

In occasione di questa puntata invece l’esplorazione approda in Asia meridionale, per la precisione in Bangladesh, ovvero il Paese che, nel 1600, era soprannominato il ‘paradiso delle Nazioni’: all’epoca infatti lo splendore della capitale Dacca e di altre città superava quello delle capitali europee e la ricchezza dei commerci locali era fondamentale per le compagnie navali del vecchio continente.

Situato nella parte terminale dei fiumi Gange e Brahamaputra che sfociano insieme nel Golfo del Bengala, il suo territorio circonda l’insenatura più ampia della terra, tanto da essere considerata un vero e proprio mare. Questo immenso delta è una delle pianure più fertili al mondo: per tale motivo il Paese è tra i primi produttori di riso a livello globale.

Non è un caso quindi che il cereale in questione costituisca la base della bevanda tradizionale bengalese per eccellenza, conosciuta con il nome di ‘Rā’isa biẏāra’ . Si tratta di una birra di riso storicamente molto diffusa in tutta l’Asia meridionale, ma anche alle pendici dell’Himalaya, nell’estremità settentrionale della pianura indo-gangetica e in alcune aree del Nepal.

Nella preparazione il riso (si utilizza quello ad elevato contenuto di glutine) viene pulito sciacquandolo più volte con l’acqua: in seguito viene cotto e distribuito su tappetini che sono realizzati a mano con foglie di bambù, oppure di banano, per essere scolato.

riso bangladesh

A questo punto viene aggiunto l’humao (una botanica): si tratta di uno starter tradizionale realizzato con farina di cereali e corteccia di Albizia (pianta molto diffusa in quest’area dell’Asia) grattugiata che inizia la fermentazione che dura più giorni a seconda della stagione.

Quando il riso comincia a rilasciare del liquido zuccherino, questo viene raccolto e trasferito all’interno di coni chiamati khulu i quali sono riposti sopra a dei recipienti che dovranno raccogliere tutto il liquido che cola. Una volta compiuta la colatura, la bevanda tradizionale (che viene realizzata soprattutto in occasione di importanti ricorrenze quali feste religiose e matrimoni) è pronta per essere servita e consumata.

Un altro prodotto assai diffuso in Bangladesh, la cui invenzione è assai più recente, è il tè dai sette colori che, ad osservarlo, sembra un vero e proprio cocktail: si tratta di un drink multicolore che ha una storia affascinante e una ricetta speciale, in parte segreta, che prevede miscele ed aromi assai diversi fra loro nel medesimo bicchiere.

bevanda bangladesh

La creazione di questa bevanda, la cui preparazione è assai complessa, la si deve ad un ‘alchimista del tè’: Romesh Ram Gour, proprietario di due negozi dell’infuso a Sreemangal, località situata nell’area nord-orientale del Bangladesh, a circa 200 chilometri dalla capitale Dacca.

Gour, infatti, alcuni anni fa, faceva una grande scoperta: versando uno sopra l’altro in un bicchiere diverse varietà di tè (contenenti diverse spezie, piante aromatiche e latte) notava che questi creavano strati distinti, ciascuno con un colore e con una densità diversa.

Sebbene la ricetta originale sia ancora avvolta nel mistero, il suo inventore ha deciso di rivelarne alcuni ingredienti e parte del procedimento: ha infatti spiegato che per realizzarla servono foglie di alcuni arbusti bengalesi, latte condensato, limone, aromi vari, spezie ed infine tè verde e tre tipi diversi di tè nero.

Si sa inoltre che la superficie della bevanda è ricoperta di cannella, che il quarto strato è realizzato con tè nero miscelato e latte condensato e che l’ultimo viene prodotto con tè verde profumato, cannella, chiodi di garofano ed un altro ingrediente misterioso. Il risultato finale, per l’appunto, è una bevanda composta da sette livelli colorati e ben distinti tra loro che vanno dal verde brillante al marrone scuro ed al rosso al bordeaux.

Un’ultima curiosità riguardo a questo drink che sta diventando sempre più popolare anche al di fuori dei confini del Bangladesh: una volta che i vari tipi di tè vengono versati nel bicchiere, l’effetto arcobaleno con le strisce ben distinte resta intatto per 30 minuti circa.

Il Paese che si affaccia sul golfo del Bengala presenta quindi due bevande tradizionali, una con una storia plurisecolare, l’altra ideata ai nostri giorni: entrambe però sono a base di due prodotti da sempre tipici di tutta l’Asia, ovvero il riso ed il tè, elementi che accomunano le culture e le ricette di quasi tutti i popoli del continente più ampio del pianeta.

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Nicola Prati
Nicola Prati
Classe 1981. Subito dopo la maturità classica, inizia a collaborare con la ‘Gazzetta di Parma’ (2000): una collaborazione giornalistica che durerà otto anni. Contemporaneamente, dal 2005 al 2008, fa parte dell’ufficio stampa del Gran Rugby Parma. Successivamente, fra le altre esperienze lavorative, quella nell’ufficio comunicazione interna di Cariparma Credit Agricole e nella direzione relazioni esterne del gruppo Barilla. Le sue due più grandi passioni sono tutti gli sport e la musica. A queste, si aggiungono la lettura, i viaggi e la cucina. Collabora con ApeTime da gennaio 2021.

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