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“Viaggio di spirito”: la vera storia del bere con la “coppia dei cocktail”

Un viaggio storico alla scoperta dell’evoluzione del bere, perfettamente sintetizzato nel sottotitolo: “Dagli osti ai mixologist”: ecco “Viaggio di spirito: la storia del bere” di Jared Brown e Anistatia Miller.

Un doppio volume, pubblicato in Italia ormai da una decina di anni ma da segnalare ancora oggi come un testo che non deve mancare nella biblioteca di ogni buon appassionato di mixology, men che meno in quella del professionista del settore. Per chi non li conoscesse, Jared Brown e Anistatia Miller sono noti universalmente come “la coppia dei cocktail“: si conobbero a una festa a New York nel dicembre del 1991 scoprendo il comune interesse per drink e distillati (lui è tra l’altro master distiller di Sipsmith). Si sposarono un mese e mezzo più tardi e da allora non si sono più lasciati (attualmente vivono nel sud-ovest dell’inghilterra).

Jared Brown e Anistatia Miller

La coppia dei cocktail

La loro fama mondiale è legata alla loro competenza storica sull’argomento e alle ricerche condotte alla scoperta della verità su miti e leggende legati agli spirit. Insieme hanno pubblicato più di 30 libri, fra testi originali, traduzioni e riedizioni. “Viaggio di spirito: la storia del bere” sintetizza gran parte del lavoro condotto negli anni. Il primo volume, in particolare, parte dall’antenato del primo distillato (9mila anni fa, in Cina) fino alla nascita dei cocktail, figli dagli intrugli serviti nelle taverne o da quelli preparati sulle navi dal 1500 in poi per combattere scorbuto, malaria e altri malanni fra i marinai impegnati in viaggi di lunghi mesi fra l’Europa e le colonie d’oltreoceano.

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Il volume 2 presenta i pionieri della moderna mixology: nei bar di lussuosi hotel incontriamo icone come Jerry Thomas, Harry Johnson e William Schmidt, assistiamo alla nascita dei Beer Garden e osserviamo l’evolversi dell’arte della miscelazione, di pari passo con quello della società attraverso l’era dell’Illuminismo, le rivoluzioni scientifiche, i progressi tecnologici, le invenzioni che hanno trasformato la quotidianità e l’approccio ai drink, ma anche fra i rigurgiti conservatori che portarono al Proibizionismo, con tutte le sue disastrose conseguenze per l’America degli anni ’30.

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La storia per compredere la mixology di oggi

Un’opera essenziale per comprendere il bartending di oggi, che tanto deve ad esempio a personaggi come Trader Vic e Don the Beachcomber con l’origine del fenomeno tiki, ma anche alla creazione di cocktail divenuti leggendari quali il Moscow Mule e il Bloody Mary, il Daiquiri e la Piña Colada, il Martini Cocktail e il Vesper, il Rossini di Cipriani o l’Irish Coffee.

Ma anche ad attrezzature come lo shaker, la cui nascita – spiegano Brown & Miller – precede quella della mixology: in origine era infatti il doppelfassbecher, un doppio bicchierone a forma di due botti sovrapposte, molto diffuso in Germania fra il 16mo e il 17mo secolo, dove era usato presumibilmente per brindare, più che miscelare. La sua successiva diffusione in Inghilterra fu dovuta, guarda un po’, alle persecuzioni religiose che ammorbarono l’Europa fra il ‘600 e il ‘700.

Jared Brown, Anistatia Miller
“Viaggio di spirito: la storia del bere”
Readrink
pp. 228, 18 euro (vol. 1)
pp. 277, 18 euro (vol. 2)

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Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

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