HomeVinoVini dealcolati? La nuova normativa provoca polemiche e perplessità

Vini dealcolati? La nuova normativa provoca polemiche e perplessità

Dopo il recente successo in sede europea (forse meglio dire scampato pericolo) che ha fatto sì che il che il vino non debba esser etichettato come “bevanda dannosa per la salute”, altre nubi si addensano sul futuro di questa bevanda, che fa parte della storia e tradizione di tutti i popoli mediterranei.

Non ci si può oramai più nascondere di fronte al fatto che le normative europee consentono di produrre vini privi di alcol o quasi, e di conseguenza anche la normativa italiana dovrà in qualche modo adeguarsi e trovare una propria via per sottostare all’indirizzo proveniente dall’Europa.

Il governo sta dunque preparandosi a mettere mano alla normativa vigente per far sì che siano chiare le regole in questo settore così importante per l’Italia.

“Il Ministero è da tempo impegnato nella elaborazione di una disciplina chiara ed efficace sulla produzione e la commercializzazione dei vini dealcolati e parzialmente dealcolati”, ha detto recentemente il Sottosegretario all’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste, Luigi D’Eramo, in una interrogazione a risposta immediata in Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati.

vini dealcolati

La normativa proveniente da Bruxelles sta provocando tante polemiche, perplessità e paure tra chi da sempre produce vino e non vuole sentire chiamare con lo stesso nome una bevanda diversa e priva, oltre che dell’alcol, della tradizione millenaria che a essa è associata in Italia ma non solo.

La posizione del governo italiano non è di contrarietà a questa apertura verso una nuova produzione, quanto più di perplessità riguardo il fatto che questa possa essere chiamata vino.

Recentemente infatti il ministro all’agricoltura e la sovranità alimentare Francesco Lollobrigida in occasione di un suo intervento a Eima a Bologna fiere, aveva dichiarato che un vino senza alcol, semplicemente non avrebbe potuto chiamarsi vino; la partita dunque è aperta. La fase di confronto con il settore è avviata, i prossimi mesi saranno decisivi per scrivere la storia futura del vino tradizionale e di quello senz’alcol.

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Redazione ApeTime
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