HomeLiquore - DistillatoArdbeg Distillery e il whisky invecchiato nello spazio

Ardbeg Distillery e il whisky invecchiato nello spazio

Le strade del whisky: in Scozia è arrivato da Port Ellen, città dove sorge la Ardbeg Distillery una delle distillerie più rinomate del territorio

La Ardbeg fu inoltre protagonista dell’esperimento con Nano Rucks: fra il 2011 ed il 2014 spedirono 20 fiale di single malt ad invecchiare in orbita..

L’isola di Islay è la più meridionale dell’arcipelago delle Ebridi Occidentali e per la sua vicinanza alle coste dell’Irlanda, 25 miglia circa, secondo la tradizione, è il porto del suo centro abitato più importante, Port Ellen, il luogo in cui il whisky è arrivato in Scozia. Una terra remota che in origine ospitò alcune distillerie clandestine prima di essere sottoposta ad un più stretto controllo statale a partire dalla fine del ‘700.

Dopo un periodo di distillazione non regolamentata, nel 1779 nacque la prima distilleria ufficialmente riconosciuta di Islay, la Bowmore, che diede inizio alla vera e propria produzione di whisky nella regione. Quest’area ben presto divenne un punto di riferimento per tutta la Scozia: qui, negli anni a seguire, sono infatti nate distillerie rinomate come Ardbeg, Laphroaig e Kilchoman.

L’isola, che viene definita ‘la regina delle Ebridi’, sorge su un terreno assai fertile motivo per cui, da qualche anno, la coltivazione dell’orzo legata alla distillazione, è diventata una delle attività economicamente più importanti per l’area. Nonostante questo però, gran parte del malto necessario viene importato e trasformato nella grande malteria di Port Ellen.

LA STORIA DELLA DISTILLERIA ARDBEG

Una delle distillerie più rinomate di questo territorio, come visto in precedenza, è la Ardbeg. Fu fondata nel 1815 da John MacDougall sulla costa meridionale dell’isola dove si trova ancora oggi. Pochi anni dopo, a causa della crisi che colpì il mercato del whisky, nel 1838 la distilleria fu ceduta ad un commerciante di Glasgow, Thomas Buchanan, che tenne alle proprie dipendenze le figlie del fondatore, Margaret e Flora, le prime donne distillatrici di tutta la Scozia.

Questo passaggio di proprietà, unito alla ripresa del commercio del prodotto, consentì alla Ardbeg di crescere fino ad arrivare, fra fine ottocento ed inizio novecento, a produrre 300 mila galloni di whisky all’anno ed impiegare circa 60 lavoratori che risiedevano con le loro famiglie nel villaggio sorto intorno alla distilleria.

Il periodo prospero si protrasse per poco tempo: di li a poco sarebbe infatti iniziata una nuova e profonda crisi del mercato del whisky durata circa mezzo secolo. Questa volta a provocarla furono il proibizionismo e le due guerre mondiali: in quei decenni la produzione sarebbe proseguita fra alti e bassi ed in alcuni periodi sarebbe stata bloccata del tutto.

La distillazione del single malt sarebbe ripresa con continuità nel 1989, ma il nuovo periodo prospero per la Ardbeg sarebbe iniziato con la cessione della proprietà al gruppo Glenmorangie e il successivo passaggio alla multinazionale LVMH avvenuto il 28 dicembre 2004.

Un investimento da sette milioni di sterline che, unito allo stanziamento di altri fondi, ha consentito di ristrutturare l’ormai malandato edificio che ospita la distilleria  e, fra le altre cose, di aprire un moderno centro visitatori con annesso ristorante.

L’ESPERIMENTO CON LA NANO RUCKS: il whisky invecchiato nello spazio

Fra le iniziative legate a questa distilleria va ricordato l’importante esperimento effettuato fra il 2011 ed il 2014 in collaborazione con la società di ricerca spaziale americana Nano Rucks. In questo triennio infatti 20 fiale di single malt, contenenti anche dei pezzetti di quercia, sono state spedite ad invecchiare in orbita, depositate in un magazzino della stazione spaziale internazionale.

L’obiettivo era quello di studiare la diversa interazione, in una situazione di micro-gravità spaziale, fra i due elementi contenuti nelle bottigliette. Quando queste sono rientrate sulla Terra, il risultato, non solo per quanto riguarda le analisi scientifiche, ma anche al gusto di chi lo ha assaggiato, è stato sorprendente. Lo ha spiegato Bill Lumsden, direttore di Ardbeg: “Il whisky venuto dallo spazio ha un sapore molto particolare, più affumicato, che non ho mai provato sul nostro pianeta!”.

IL WHISKY

Nell’attesa di poter magari provare un giorno il whisky invecchiato nello spazio, di sicuro per il momento fra gli amanti dei single malt quello prodotto dalla Ardbeg è uno dei più apprezzati e la sua schiera di appassionati è in continuo aumento.

Il distillato, invecchiato dieci anni, infatti si distingue per la sua accentuata torbosità ed affumicatura che gli conferiscono uno degli aromi più complessi che si trovano in circolazione per quanto riguarda questa tipologia di distillato. Non viene filtrato a freddo e questo consente al prodotto finale di risultare ancora più aromatico e più corposo. Gradazione alcolica: 46%.

Gli esperti ne parlano come un prodotto eccellente sotto tutti i punti di vista e, nel 2008, è stato premiato come miglior whisky single malt del mondo. Chissà, magari un giorno, non molto lontano, se diventerà una pratica di uso comune, sarà premiato anche fra quelli invecchiati nello spazio.

Redazione ApeTimehttps://www.apetime.com
Un’esperienza a 360° nel mondo degli Aperitivi e dei Cocktail che sfrutta i sistemi di Geolocalizzazione per trovare e raggiungere in tempo reale Locali, Eventi e Barman. ApeTime si rivolge ai Bartender, ai Gestori di Locali ed a tutte le Persone che vogliono divertirsi la sera sorseggiando un buon Cocktail o un gustoso Aperitivo.

Aziende • Prodotti • Servizi

VINO

Bartender

Magazine ApeTime

Installa l'APP
×
Translate »