HomeEditorialeBartender attenzione, l'intelligenza artificiale vi sta rubando il lavoro

Bartender attenzione, l’intelligenza artificiale vi sta rubando il lavoro

L’intelligenza artificiale irrompe anche nel mondo dei bar e della mixology. Non è ancora perfetta, ma non va sottovalutata: siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione tecnologica che non risparmierà chi resterà indietro.

Si chiama BarGPT l’applicazione web, basata sull’intelligenza artificiale di ChatGPT, in grado di elaborare in pochi secondi nuove ricette originali di cocktail sulla base di pochi e semplici indicazioni.

Barman e Barladies, lavoro Proprio così: quello che, spesso, un bartender in carne e ossa riesce a realizzare in settimane di studi, prove, assaggi e correzioni, l’intelligenza artificiale di BarGPT lo fa in un attimo, senza necessità di postazioni di lavoro, materie prime, bottiglie di distillati e strumenti di lavoro. Basta scrivere poche parole in un form e cliccare su un tasto virtuale sullo schermo del pc o dello smartphone.

Noi di ApeTime l’abbiamo provata, e qui ti diciamo come funziona e se davvero è in grado di rimpiazzare la professionalità e la creatività di un “vero” barman. E ti anticipiamo subito: la risposta è no. Ma solo per il momento.

Attenzione a non sottovalutare BarGPT (e, in generale, ChatrGPT). Sarebbe un grave errore: le tecnologie e gli algoritmi su cui si basano queste applicazioni si stanno evolvendo a ritmi incredibili, tanto che già oggi sono in grado di dare risultati impensabili fino a pochissimi anni fa. E i prossimi sviluppi potrebbero riservare sorprese amare, se non ci prepariamo già oggi a trasformarle in opportunità.

Come funziona BarGPT

“Welcome, I am your Artificial Intelligence powered bartender. How can I help?” (“Benvenuto, sono il tuo bartender basato sull’intelligenza artificiale. Come posso essere utile?). Così si presenta la web app BarGPT che, almeno per il momento, parla soltanto inglese. L’interfaccia che ci troviamo di fronte è semplice, quasi scarna ma facile da comprendere anche per chi non ha troppa familiarità con la lingua d’Albione.

Al di sotto di alcuni tasti che consentono di vedere le liste dei cocktail più nuovi o più popolari fra quelli “creati” dall’intelligenza artificiale, la parte più importante del sito è costituita dalla sottostante finestra in cui possiamo scrivere le nostre richieste per ispirare la realizzazione della ricetta di un drink. E se siamo pigri o non abbiamo molta fantasia, possiamo cliccare su “Ask our bartender for a suggestion”: sarà la stessa IA a eleborare una richiesta per noi.

Ricette “artificiali” che sembrano vere

Decidiamo comunque di esprimere un nostro desiderio e scriviamo: “An original cocktail with Chartreuse green and vermouth” (un cocktail originale con Chartreuse verde e vermouth). Clicchiamo sul tasto “Place your order” e attendiamo non più di tre/quattro secondi, infine ci appare la seguente ricetta:

“Green Envy”

This drink is a refreshing and herbal cocktail that combines the bold flavors of Chartreuse Green and the smooth taste of vermouth. To make this cocktail, you will need the following ingredients:

– 1 1/2 oz Chartreuse Green
– 1 oz vermouth
– 1/2 oz lemon juice
– 1/4 oz simple syrup
– Fresh mint leaves for garnish

To prepare, combine all the ingredients in a mixing glass with ice. Stir well until chilled and strain into a chilled glass. Garnish with a sprig of fresh mint and serve. The “Green Envy” cocktail is perfect for those who love bold and complex flavors, and is sure to impress anyone who tries it.

Interessante, no? Dopodiché, ovviamente, la ricetta andrebbe realizzata “fisicamente” e il risultato andrebbe assaggiato, per poter valutare davvero le reali “capacità professionali” del bartender virtuale generato da ChatGPT. Non ci siamo spinti fino a tanto: per il momento ci teniamo la curiosità di come possa essere al palato questo “Green Envy”. Ti faremo sapere, non appena assaggeremno questo cocktail realizzato dalle mani di un professionista.

A occhio, comunque, la ricetta appare quanto meno credibile. E i futuri miglioramenti attesi per questa applicazione fanno presagire risultati ancora più perfezionati e “ragionati”, sia pure da un elaboratore elettronico.

Nell’attesa, siccome siamo un po’ stronzi e ci piace giocare a mettere in difficoltà l'”avversario”, abbiamo provato a formulare una richiesta ancora più specifica indicando prodotti ben precisi e non particolarmente scontati o diffusi. Ovvero: “An original cocktail with Gin Per Te by Silvio Carta”.

Ebbene, il primo risultato generato dalla piattaforma mette in mostra qualche limite, spiegando nelle prime riche che Gin per Te è un distillato premium prodotto da Silvio Carta (e fin qui tutto bene) realizzato con varie botaniche del territorio sardo fra cui il mirto. E qui casca l’asino, dal momento che è vero che in Gin per Te vi sono diverse botaniche sarde, tuttavia fra queste il mirto non c’è.

Errare è umano, ma anche artificiale

Ok, riproviamo: la piattaforma può creare fino a tre ricette al giorno in maniera gratuita, dopodiché è necessario pagare qualcosina. Nel nostro caso, la seconda richiesta identica mette evidentemente in guardia l’intelligenza artificiale di BarGPT, che a quel punto limita di molto le presentazioni introduttive e va subito al sodo. Così:

“Gin Perfection”

This original cocktail is made with Gin Per Te by Silvio Carta, a premium gin distilled in Sardinia, Italy.

Ingredients:
– 2 oz Gin Per Te
– 1 oz fresh squeezed lemon juice
– 1/2 oz honey syrup
– 1/2 oz thyme infused simple syrup
– 3 dashes of orange bitters
– Fresh thyme sprigs for garnish

Instructions:
1. In a cocktail shaker, combine Gin Per Te, lemon juice, honey syrup, thyme infused simple syrup, and orange bitters over ice.
2. Shake vigorously until well mixed and chilled.
3. Strain the mixture into a chilled glass over ice.
4. Garnish with fresh thyme sprigs.

This cocktail has a perfect balance of sweetness, tartness, and herbaceous notes, making it a refreshing and sophisticated drink to enjoy any time of the year.

Tutto ciò accompagnato da un’immagine del cocktail, creata anch’essa artificialmente.

Sarà buono?

Vista così, ci sono buone possibilità che la ricetta abbia effettivamente un senso, dando vita a un drink con “un perfetto equilibrio di dolcezza, acidità e note erbacee”. La faremo tradurre in realtà e, anche qui, vi riferiremo. Di certo, se queste sono le premesse, nel prossimo futuro molti bartender dovranno tenere in considerazione la “concorrenza” dell’IA, almeno nella messa a punto delle drink list.

Ovviamente le evoluzioni dell’intelligenza artificiale non avranno un impatto solamente sulla professione del barman. Scrittori, giornalisti, fotografi e conferenzieri, solo per fare qualche esempio, potrebbero vedere in ChatGPT un nuovo potente alleato oppure un temibile concorrente. Così come i dj da discoteca o radiofonici: alcune applicazioni derivate da ChatGPT sono già oggi capaci di realizzare sequenze perfettamente mixate di brani musicali da ballare o di condurre una trasmissione in radio, alternando annunci, curiosità, notizie sul traffico e presentazioni di canzoni.

L’inizio di una nuova rivoluzione?

Insomma, dopo avere provato queste applicazioni di IA viene da pensare che molte professioni siano oggi a rischio e che, nel prossimo futuro, più che di giornalisti o conduttori, ci sarà bisogno di ingegneri informatici specializzati nello sviluppo e nell’impostazione delle intelligenze artificiali. Il vero punto, però, è un altro. Ovvero: quale impatto avranno queste applicazioni sulle interazioni umane e sulla socialità, se basteranno pochi click dal divano di casa per generare un articolo, una strategia di vendita?

La risposta? Non la so, oggi come oggi, così come – probabilmente – non la sanno fine in fondo i grandi colossi oggi impegnati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale al servizio dei diversi lavori, in particolare quelli legati alla creatività e alla scrittura. Ma appare difficile che l’IA possa realmente a sostituire un bartender “umano” in tutto il suo impegno dietro il bancone. Che non si esaurisce certo nella creazione e nella preparazione di una nuova ricetta di cocktail, puntando prima di tutto sulla creazione di un’interazione, di un rapporto “vivo” con i clienti. Cercando di conoscerne gusti e abitudini e accogliendolo, creando un’empatia che nessun algoritmo, oggi, è capace di replicare artificialmente.

L’IA non sostituirà i bartender umani. Ma solo se faranno la differenza

Verrà il giorno in cui, nei bar, saremo accolti da robot in grado di capire la nostra personalità e le nostre preferenze scannerizzando la nostra iride e le nostre impronte digitali? Chissà. Per ora, iniziamo ad avere ben chiara una cosa: l’intelligenza artificiale è intelligente, certo, ed è in grado di migliorarsi continuamente sulla base dell’esperienza “sul campo”. Ma, ad oggi, non può ricreare in maniera artificiale quella creatività e quella attitudine al rapporto umano con il cliente che solo un bravo bartender “reale” (o un professionista “reale” di tati altri settori) può avere. A patto, però, che sia davvero bravo, davvero “avanti a tutti”, davvero in grado di distinguersi e di offrire valore aggiunto rispetto alla massa dei suoi colleghi.

Per tutti gli altri, per la “massa” appunto, per la “manovalanza” del bartending, così come del giornalismo o dell’intrattenimento alla radio, è arrivato forse il momento di cercare alternative e nuovi sbocchi professionali. In vista del momento in cui potranno essere facilmente rimpiazzati nel loro lavoro da un algoritmo. E poi non dire che non ti avevamo avvisato…

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Stefano Fossati
Stefano Fossati
Redattore del tg Bluerating News, collaboratore delle testate economiche di Bfc Media, di Mixer Planet e naturalmente del Magazine ApeTime.

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