Nel cuore della Serra de São Mamede, nell’Alentejo portoghese, a circa 600 metri di altitudine, Cabeças do Reguengo custodisce vecchie vigne e un patrimonio di varietà autoctone. Una piccola realtà vitivinicola che ha scelto di ascoltare la terra prima ancora di raccontarla, dando vita a vini capaci di esprimere un volto diverso del Portogallo: più fresco, verticale e legato all’identità del territorio.
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Serra de São Mamede, un Alentejo diverso
L’Alentejo è una delle regioni vinicole più conosciute del Portogallo, spesso associata a un clima caldo e a vini generosi. Ma nella Serra de São Mamede, nell’area di Portalegre, il paesaggio cambia.
Qui l’altitudine contribuisce a creare condizioni differenti rispetto alle zone più calde della regione. Le vecchie vigne, la biodiversità e la presenza di numerose varietà locali costituiscono un patrimonio vitivinicolo che merita di essere conosciuto.
È in questo contesto che si inserisce Cabeças do Reguengo, una realtà che ha fatto della valorizzazione del territorio il centro della propria filosofia produttiva.
L’approccio agricolo privilegia il rispetto della biodiversità e interventi contenuti, mentre in cantina si cerca di accompagnare la trasformazione delle uve senza uniformarne le caratteristiche.
Ne nascono vini dalla personalità riconoscibile, nei quali freschezza ed eleganza convivono con una dimensione più istintiva e artigianale.
Vecchie vigne e vinificazioni tradizionali

Uno degli aspetti più interessanti di Cabeças do Reguengo è il lavoro sulle vecchie vigne, alcune delle quali centenarie.
In questi vigneti convivono differenti varietà autoctone, testimonianza di una viticoltura che ha conservato nel tempo un patrimonio genetico e culturale prezioso.
La cantina valorizza anche gli assemblaggi di uve provenienti dallo stesso vigneto, secondo una pratica tradizionale che permette di mantenere il carattere delle singole parcelle.
Le vinificazioni seguono una filosofia poco interventista. Fermentazioni spontanee, affinamenti in vecchie botti e, per alcune etichette, la pigiatura con i piedi nel tradizionale lagar rappresentano strumenti attraverso i quali interpretare le caratteristiche delle uve.
Non si tratta semplicemente di recuperare tecniche del passato, ma di preservare un rapporto diretto tra vigneto e vino.
I vini di Cabeças do Reguengo
Dal Respiro Clarete al Respiro Lagar, le etichette di Cabeças do Reguengo raccontano interpretazioni differenti dell’Alentejo. Vini che nascono da vecchie vigne e lavorazioni artigianali, ciascuno con caratteristiche proprie.
Respiro Lagar
Respiro Lagar nasce da uve Manteúdo e Diagalves, due varietà della tradizione portoghese.
Le uve vengono pigiate con i piedi nel tradizionale lagar, dove fermentano naturalmente a contatto con bucce e raspi. Il vino affina successivamente sulle fecce in vecchie botti.
Una vinificazione che conserva un legame diretto con le pratiche del territorio e valorizza l’identità delle varietà utilizzate.
Respiro Flower
Respiro Flower è un vino ottenuto da Arinto e Fernão Pires, due vitigni bianchi portoghesi.
Nel racconto di Paolo Mantovani emerge il carattere artigianale di questa etichetta, espressione dell’approccio produttivo della cantina e della volontà di valorizzare le caratteristiche delle uve.
Respiro Altitude
Respiro Altitude nasce dal patrimonio di vecchie vigne della Serra de São Mamede e interpreta il carattere della viticoltura d’altitudine.
È un vino fresco, leggero e vibrante, nel quale si ritrovano note floreali, richiami agrumati e una sottile mineralità.
La trama è elegante e profonda, con una freschezza che accompagna la degustazione e contribuisce a definirne la personalità.
Respiro Clarete
Respiro Clarete nasce da un assemblaggio di uve bianche e rosse provenienti da quattro vigneti centenari: Cabeças de Baixo, Ribeiro de Seda, Salão Frio e Marrada Alta.
È un vino fuori dagli schemi più convenzionali, nel quale convivono aromi riconducibili sia ai bianchi sia ai rossi.
Al palato emergono tannini fini, una marcata freschezza e una componente succosa che ne rende piacevole la beva.
Il suo carattere gastronomico lo rende interessante anche negli abbinamenti a tavola. Da servire fresco, per valorizzarne la vivacità.
Luar
Luar è un Cinsault portoghese che nasce dalle vecchie vigne dell’Alentejo e da una vinificazione poco interventista.
Un vino elegante e fuori dagli schemi, capace di offrire un’interpretazione personale di questo vitigno.
La sua identità si inserisce nel percorso produttivo della cantina, dove la valorizzazione delle uve e del territorio prevale sulla ricerca di uno stile uniforme.
Respiro Zizi
Respiro Zizi è un vino vibrante e libero, nato da vecchie vigne dell’Alentejo e da una vinificazione artigianale a bassissimo intervento.
Al naso emergono profumi di agrumi, fiori bianchi ed erbe mediterranee.
In bocca presenta una trama tesa e salina, che scorre leggera senza rinunciare alla profondità.
Un’espressione del territorio nella quale freschezza e carattere trovano un equilibrio particolare.
Un patrimonio vitivinicolo da preservare
Cabeças do Reguengo racconta un Alentejo diverso da quello più conosciuto, nel quale l’altitudine, le vecchie vigne e la biodiversità contribuiscono a definire l’identità dei vini.
La scelta di valorizzare le varietà autoctone e di adottare vinificazioni poco interventiste restituisce centralità al territorio e alla sua storia.
Dal Respiro Clarete al Respiro Zizi, ogni bottiglia rappresenta una diversa interpretazione di questo patrimonio.
Per chi lavora nel mondo del vino e della ristorazione, ma anche per chi desidera esplorare nuove espressioni enologiche, Cabeças do Reguengo offre uno sguardo su un Portogallo meno prevedibile, dove è ancora la vigna, con le sue imperfezioni e la sua identità, a parlare nel bicchiere.
Per approfondire il progetto e conoscere le etichette è possibile consultare il sito ufficiale di Cabeças do Reguengo.




