HomeCuriositàCaviale e Martini Cocktail: trend in arrivo

Caviale e Martini Cocktail: trend in arrivo

Per i palati raffinati, ecco il mix perfetto: caviale e Martini Cocktail

Non saranno forse novità per molti di voi, ma probabilmente queste notizie sorprenderanno qualcuno. Primo, il caviale migliore al mondo non è russo né iraniano. Già. È italiano. Secondo, negli ultimi 20 anni siamo stati i primi produttori al mondo, superati di recente dalla Cina. Terzo, sta arrivando nei cocktail bar. Avete capito bene.

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Vi piace il caviale? Ecco come va degustato

La scatola da 10 grammi perfetta per essere abbinata al Martini Cocktail

Caviale info pratiche
Sono ben 26 le specie di storione conosciute (tra cui le più pregiate Sevruga, Beluga e Osetra o Ossietra). In media, una femmina impiega circa 10 anni prima di maturare le uova. Ecco perché le uova più costose provengono dagli esemplari anziani, sono più grandi e di una tinta più brillante. Quando, a partire dal 2010, in Russia a causa della pesca selvaggia gli storioni sono scomparsi, noi abbiamo incrementato del 170% il volume delle esportazioni extra Ue (Cina, a parte, dove non è ammesso esportarlo).
E non è una forzatura. Per nulla. Perché già gli antichi Greci e Romani consumavano questo pesce del Nord che in Italia ha trovato un habitat particolarmente favorevole.

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Caviale e cocktail bar
Dal Rufus Cocktail Bar al Suzy fino al Radetzky, a Milano è l’ora del Martini Cocktail con il caviale.
Merito anche di Adamas, azienda nata nel 1988 nel Parco Naturale del Fiume Tormo, specializzata nell’allevamento dello storione. Per chi vuole proporlo insieme a champagne o cocktail, Adamas ha infatti creato le mini-scatole da 10 grammi. Un formato ideale per i cocktail bar di fascia alta. Che infatti stanno iniziando a introdurre la proposta.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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