HomeCuriositàCome avvicinare la clientela italiana? La strategia del Rada di Positano

Come avvicinare la clientela italiana? La strategia del Rada di Positano

Su quali strategie puntano i gestori dei locali in zone turistiche per limitare i danni arrecati dall’assenza dei clienti americani, russi, inglesi e cinesi? Ecco la scelta del Rada di Positano

MODIFICARE L’OFFERTA FOOD&BEVERAGE E PROLUNGARE L’ORARIO DI APERTURA

La barlady Giada Greco

Questa è la strategia, per esempio, del Rada di Positano.
Parliamo di un ristorante di alta cucina che insieme al Fly Lounge Bar e al Music On The Rock, la più antica discoteca della costiera amalfitana, è incorniciato in una scogliera del paesino noto per la sua bellezza nonché per la sua atmosfera esclusiva.

I tre locali sono gestiti dalla stessa proprietà e occupano tre livelli.
Prese in considerazione le misure richieste, i titolari hanno deciso di non aprire la discoteca (dove in passato si poteva anche cenare), di spostare il ristorante al piano terra a pochi metri dalla spiaggia e di proporre per questa stagione un menù food diverso. La qualità delle materie prime resta il perno della proposta che però è stata semplificata rispetto al passato per ridurre il food cost, abbassare l’importo dello scontrino e compiacere i palati di tutti.

“La ricetta per riaprire e avere successo secondo noi è concentrarci sulle eccellenze e sulle bellezze che hanno reso Positano conosciuta in tutto il mondo. A partire dalle materie prime” ci spiega Peppe Russo, il titolare, imprenditore ed esperto dell’accoglienza positanese. Che, dopo aver chiesto allo chef Nunzio Spagnuolo di cambiare la carta del ristorante, quest’anno ha deciso di aprire anche a pranzo.

Carpaccio di gambero rosso con fave mela verde e arancio

Che cosa si mangia?
Per esempio, il beach sandwich farcito con tartare di tonno, zucchine alla griglia e nduja piccante, oppure i paccheri con frutti di mare, limone e pane profumato, o le classiche polpette della nonna piuttosto che il carpaccio di gambero rosso con fave, mela verde e arancio.

Nicole Cavazzuti
Mixology Expert è giornalista freelance, docente e consulente per aziende e locali. Ha iniziato la sua carriera con il mensile Bargiornale e, seppur con qualche variazione sul tema, si è sempre occupata di bar, spirits e cocktail. Oggi scrive di mixology e affini su VanityFair.it e Il Messaggero.it. Chiamata spesso come giudice di concorsi di bartending, ha ideato e condotto il primo master di Spirits and Drinks Communication. Da novembre 2019 è la responsabile della sezione bere miscelato del nostro ApeTime Magazine. Per 15 anni è stata la prima firma in ambito mixology del mensile Mixer, organo di stampa della FIPE, per il quale ha ideato diverse rubriche, tra cui il tg dell'ospitalità (Weekly Tv) e History Cocktail, ancora attive e oggi in mano agli ex colleghi di redazione.

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